BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, seconda prova: versione di latino, tradurre non basta

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

La mia modesta opinione è che la correzione della seconda prova, quella di indirizzo, offra alla commissione giudicante un’opportunità notevole di crescita professionale per chiarire quelli che sono davvero i contenuti essenziali.

Peccato che anche per quest’anno solo in alcune ex sperimentazioni sia garantita, aggiungendo due ore alle quattro previste, la possibilità di un commento al brano che dimostrerebbe come si diceva qualche tempo fa la “maturità” del candidato.

Perché proprio qui intendevo arrivare. È vero che quello a cui si stanno accingendo i nostri ragazzi burocraticamente è definito “esame di Stato”. Ma per tutti è rimasto un esame di maturità, una tappa essenziale nella vita degli studenti, ma in qualche modo anche dei docenti giudicanti e di quelli giudicati nel loro lavoro.

E sulla maturità mi sembra utile riportare ciò che scriveva Eliot nel famoso saggio Che cos’è un classico: «È quasi impossibile definire la maturità senza muovere dal presupposto che l’ascoltatore ne sappia già il significato: diciamo dunque che, se siamo persone veramente mature e veramente colte, sapremo riconoscere la maturità in una civiltà e in una letteratura, così come la riconosciamo negli esseri umani che incontriamo. Rendere davvero comprensibile il significato di maturità a una persona immatura (anzi, renderglielo semplicemente accettabile) è impresa pressoché disperata. Se invece siamo maturi, o riconosceremo immediatamente la maturità, ovvero giungeremo a riconoscerla dopo una più intima frequentazione».



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.