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MATURITA' 2013/ Il prof: gli esami di Stato vanno ripensati, ecco perché

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Caro direttore,

lunedì si riuniscono le commissioni per gli esami di Stato e così la macchina prende il via, secondo meccanismi tanto consolidati quanto destinati ad incepparsi perché non coerenti con quella che dovrebbe essere una procedura vera di valutazione conclusiva di un corso di studi. Del resto lo stesso ministro Carrozza, nell’augurare un bell'in bocca al lupo a chi farà gli esami, ha detto a chiare lettere che l'esame va ripensato e va fatto per problemi organizzativi in rapporto all'ultimo anno delle superiori e ai test universitari. D'accordo che l'esame va ripensato, ma non per un problema organizzativo; la questione è se abbia ancora senso un esame di Stato e che tipologia d'esame debba essere.

C'è da rimettere in piedi un esame che è decaduto a prova di somme di punteggi, con l'illusione che da queste somme possa derivare un voto oggettivo. Diciamo le cose come stanno, questi esami non verificano nulla, perché prescindono dalla questione seria di una valutazione conclusiva delle scuole superiori. Sono esami che di fatto vanno a riverificare quello che è già stato verificato durante l'anno, vanno a vedere se gli studenti sanno il programma, ma non è questo il fattore di maturità, non se sanno il programma è il problema, ma se hanno imparato a conoscere!

Qui sta la questione seria dell'esame di Stato o meglio tornare a dire di maturità: se uno studente o una studentessa sa dare una impronta propria a ciò che ha appreso, sa paragonarlo a sé, sa identificare tracce critiche e creative personali. Questo si dovrebbe verificare, questo si dovrebbe valutare. E invece spesso tante commissioni si radunano, tutte preoccupate di stabilire griglie e grigliette in cui ingabbiare i malcapitati studenti i quali alla fine debbono solo eseguire un compito senza tentare l'avventura della conoscenza. Se quindi si vuole tenere l'esame di Stato, lo si modifichi in questa direzione, come opportunità per verificare se uno studente o una studentessa sa rielaborare sinteticamente e criticamente quello che ha appreso.

Questo non perché l'esame debba essere così, ma semplicemente perché è ciò che un insegnante cerca di scoprire alla fine di un corso: se ha davanti studenti che non si limitano a ripetere ciò che lui ha fatto loro apprendere, ma studenti che si lanciano in modo appassionato nell'avventura della conoscenza.



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