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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, la tesina: i "trucchi" per farla bene

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Jacques-Luis David, Napoleone attraversa le Alpi al San Bernardo (1800) (Immagine d'archivio)  Jacques-Luis David, Napoleone attraversa le Alpi al San Bernardo (1800) (Immagine d'archivio)

Caro maturando,
riflettiamo insieme sul colloquio orale della maturità. Permettimi di usare questo termine che ci è ancora caro, malgrado tutto, perché in fondo noi professori vorremmo capire la consistenza di una personalità, la solidità, la fiducia in quello che si è, e in quello che si fa. La prima cosa da dire è che la tesina non è tutto del colloquio orale, ma solo una parte. Non puoi pensare di preparare solo quella trascurando lo studio delle singole materie, perché poi, nella maggior parte del colloquio, i commissari vorranno verificare che la loro singola disciplina non sia stata da te trascurata.

Procurati una copia del programma svolto di ogni materia di esame, e accertati di sapere qualcosa su tutti gli argomenti presenti in quei programmi. È fondamentale che non ci siano tematiche su cui non sapresti dire nulla, o almeno devi dimostrare di essere consapevole di quello che non sai, nel senso che devi renderti conto dei tuoi eventuali sbagli. Poi, quando prepari il lavoro sulla tesina, devi puntare sulla quantità, non sulla quantità del lavoro. Evita quindi di stampare malloppi di decine e decine di pagine, che oltretutto i commissari non sarebbero ben disposti a leggere integralmente. Ricordati che questo è un percorso di approfondimento per l’orale, non per lo scritto. 

Comunque, è pur vero che il colloquio inizia proprio con il percorso di approfondimento, per cui, come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera. Ricordo che uno dei formatori più importanti per la mia professione di docente, cioè il professor Alberto Brasioli, amava ripetere che alla maturità la prima risorsa sei tu. In quei dieci minuti, o quindici (ben raramente potrai spingerti fino a venti), i commissari avranno davanti non solo e non soprattutto un tuo lavoro, un tuo fascicolo o una tua presentazione multimediale, ma avranno davanti una persona, e tu dovrai guardarli negli occhi, e fare capire che non sei lì per una convenzione, per una farsa stupida, con una certa sufficienza o solo con una parte di te, ma sei lì con tutto te stesso, convinto di poter dare un tuo contributo utile, interessante, originale. 

Per questo una cosa fondamentale da capire della tesina è che deve essere una cosa tua. Non puoi capitare lì con un testo preso da altri, che non è farina del tuo sacco. Fai vedere il meglio di quello che tu hai prodotto, di quello che sai fare, di quello che hai capito e approfondito nel corso degli ultimi anni. Non aver paura di rifare una cosa che magari i tuoi professori interni già conoscono: stai tranquillo che loro non saranno infastiditi dalle eventuali ripetizioni. Non aver paura di confessare le tue passioni o inclinazioni, temendo di contrariare qualcuno. Abbi il coraggio di essere quello che sei, e non cercare di apparire un altro. 



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