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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, prima prova, analisi del testo (tipologia A): ecco il "segreto" per il giusto svolgimento

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Lo notò Calvino quasi cinquant’anni fa, qualche rigo dopo aver affermato che «lo scrivere è solo un processo combinatorio tra elementi dati»: «ma la tensione della letteratura non è forse rivolta continuamente a uscire da questo numero finito, non cerca forse di dire continuamente qualcosa che non sa dire, qualcosa che non può dire, qualcosa che non sa, qualcosa che non si può sapere?».

Goditi questo ineffabile, che rompe le gabbie, perché «la battaglia della letteratura è appunto uno sforzo per uscire fuori dai confini del linguaggio; è dall’orlo estremo del dicibile che essa si protende; è il richiamo di ciò che è fuori dal vocabolario che muove la letteratura» (Cibernetica e fantasmi).

L’analisi del testo, allora, se non tiene conto di quel che è «fuori» (cioè del rapporto fra testo ed extratestualità) gioca di rimando in rimando, di citazione in citazione, ma somiglia a una sorta di autopsia su un cadavere, di cui guardiamo al microscopio pancreas, milza, fegato (notando la somiglianza con altri pancreas, milze e fegati), ma di cui ci sfugge un’idea sintetica: e allora arriviamo a sapere tutto… di niente. Avremmo fatto a quel punto non l’analisi, ma l’omicidio del testo: che invece, in partenza, era un corpo vivo, pieno di realtà e inesauribile a ogni analisi, ma di cui pure hai raccolto una serie di dati per introdurti in quell’inesauribilità.

Resta una sola chance: provare a fare l’analisi in maniera intelligente. Poniamo che il testo da analizzare sia una bottiglia d’acqua. Domanda 1: riassunto: “è una bottiglia d’acqua da 2 litri ecc.”; domanda 2 (batteria di domande): analisi: “qual è il residuo fisso? qual è la conducibilità termica?”; domanda 3, chiamata di interpretazione complessiva: “di’ quel che ti pare sull’acqua”; risposta: “l’acqua è importantissima, la vita nasce dall’acqua, è una risorsa primaria, mamma mia quanta acqua c’è nell’anguria, ecc.”. Ecco un modo ridicolo di analizzare: perché al punto 2 ti è stato chiesto il residuo fisso? La domanda 3 dovrebbe essere: interpreta i dati raccolti al punto 2. Cioè: data la sua leggerezza in termini di mineralizzazione, per un bambino un residuo fisso 22,3 è più indicato di un residuo fisso 752, perché… 

Date le rime, le allitterazioni, le onomatopee del Tuono di Pascoli, dati tre accenti consecutivi sulle o e al verso seguente un accento sulla i, immagina questi suoni al pianoforte: che cosa significano? (prova a leggere Il linguaggio di Pascoli di Gianfranco Contini, e vedrai come da ogni parolina e da ogni figura retorica si arriva lontanissimi). 



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