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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, prima prova, articolo di giornale (tipologia B): come scriverlo?

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Se, ad esempio, sto lavorando su questo argomento (uscito anni fa): “Finalità e limiti della conoscenza scientifica: che cosa ci dice la scienza sul mondo che ci circonda, su noi stessi e sul senso della vita?” e ho deciso di scrivere per un giornale studentesco, dovrò per forza pormi il problema di come dare questo tema così ponderoso a dei lettori che normalmente si occupano di ben altre cose. Un attacco professorale, un attacco con le solite considerazioni generali sui massimi sistemi, porterebbe il lettore, quel particolare tipo di lettore, a passare subito a qualcosa d’altro. E non si tratta solo dell’attacco: tutto lo stile del pezzo cambia a seconda di chi lo dovrà leggere. Devo scrivere per lo studente. Oppure devo scrivere per un lettore più attento, quello della famosa “terza pagina”. Oppure per un lettore più “leggero”, quello interessato ai fatti di costume, di società. A ciascuno devo dare quello che si aspetta.

Poi c’è il problema dei fatti, che dovete inventare. Per forza. Perché il vostro sarà sì un testo argomentativo, ma che, appunto, in quanto articolo di giornale, nasce da un fatto. Come l’articolo che vi sto scrivendo. C’è un fatto: l’imminenza degli esami. C’è un problema: la prima prova. C’è una posizione rispetto al problema: la mia. Come avete notato, la mia posizione l’ho dichiarata subito e con una certa forza (potevo essere anche più forte). Non so se vi ho “acchiappato”. Se sì, vuol dire che questo pezzo funziona. Comunque, si diceva del fatto: la traccia non ve lo dà, ve lo dovete creare voi. E a partire da quel fatto direte la vostra. Perché funziona proprio così nelle redazioni dei giornali, anche nella redazione de ilsussidiario.net. “Mi scrivi qualcosa su questo?”, ti chiede il capo, e tu: “Ok, ci provo”. Ecco, immaginatevi in una condizione del genere.

Il titolo? Quello createlo a pezzo ultimato (anche qui un consiglio: state sulle 30 battute, segni di punteggiatura e spazi bianchi compresi). Chiudo qui (un altro dei segreti della scrittura giornalistica è proprio la capacità di sintesi, per cui evitate le volute e andate dritti alle questioni), non senza ricordarvi una cosa: di fronte all’argomento assegnato ci siete voi con la vostra testa, il vostro cuore, la vostra esperienza, la vostra genialità, la vostra unicità. Chiaritevi le idee, prima di scrivere, e pensate a quello che avete da dire. Il vostro sarà sempre un contributo importante. Datelo in modo forte, chiaro, diretto. L’articolo di giornale ve lo consente.

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