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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, prima prova, articolo di giornale (tipologia B): come scriverlo?

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ESAMI DI STATO, MATURITA' 2013: PRIMA PROVA, ARTICOLO DI GIORNALE: ECCO COME SCRIVERLO. Miei cari maturandi, in questi giorni in cui abbondano i consigli su come affrontare le prove d’esame, più che un consiglio vi rivolgo una preghiera: se scegliete la tipologia B della prima prova, girate alla larga dall’articolo di giornale, soprattutto se, come spessissimo avviene, chi vi ha dato qualche sommaria informazione al riguardo non ne aveva la competenza. Sterzate decisamente verso il saggio breve, il cui stile e la cui impostazione, bene o male, avete digerito nel corso del triennio. La preghiera nasce dall’esperienza di commissario. C’era da mettersi le mani nei capelli, l’anno scorso, nel leggere testi definiti, appunto, “articolo di giornale”, che dell’articolo non avevano davvero niente e che, proprio per questo, non avrebbero mai trovato spazio, se non nel cestino di qualche redazione.
Quando, con la riforma dell’esame di Stato, s’introdusse la novità dell’articolo di giornale, fu come mettere vino nuovo in otri vecchi. Gli otri vecchi erano gli insegnanti e il loro approccio alla scrittura (un approccio da saggio, appunto). La situazione non è cambiata gran che, anche se nel frattempo sono usciti svariati manuali con le istruzioni per l’uso. Ma la scrittura giornalistica s’impara per esperienza diretta, non per sentito dire. È un tipo di scrittura che va praticato con una certa costanza e a diretto contatto con un pubblico di lettori, pensando a quel pubblico (l’ultima delle vostre preoccupazioni quando fate un compito d’italiano). È una scrittura fatta di cose: l’esatto contrario della scrittura d’idee a cui siete abituati. È un approccio all’argomento che rovescia la piramide: il culmine, il picco arriva subito, il resto serve ad approfondire.
Ma se, nonostante i miei scongiuri, siete fortemente motivati e decisi a buttarvi sull’articolo, allora, per prima cosa, imparate da chi sa scrivere articoli. Mettetevi umilmente alla scuola di qualche bravo opinionista: leggete con attenzione, riflettete sull’attacco, sul modo di periodare, sull’uso della punteggiatura e su quello della retorica, sulla costruzione del pezzo, sul procedere dell’argomentazione. Utilizzate queste ultime ore che vi separano dalla prima prova proprio per crescere in consapevolezza. E, soprattutto, riflettete sul mezzo che veicolerà il vostro scritto (mezzo che stabilirete voi).
È la famosa “destinazione editoriale”. La prova ministeriale vi chiede di esplicitarla. Potrebbe sembrare una richiesta oziosa, balzana, fatta apposta per creare problemi al povero candidato, ma non è così. Il giornalista deve “acchiappare” fin dalle prime battute il proprio pubblico e quindi la definizione del pubblico è importante, e definirlo è l’operazione preliminare. 



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