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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, seconda prova geometri: come far bene il progetto

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Muovetevi rispettando le richieste del compito che saranno il vostro schema di lavoro, perché su quelle la commissione avrà stilato una griglia di valutazione che servirà a dare il voto finale alla vostra prova.

Non sottovalutate le richieste che vengono lasciate alla “facoltà del candidato”. È vero che non sono obbligatorie, ma contribuiscono a dare spessore e valore al vostro elaborato. Chissà quanti particolari costruttivi, calcoli strutturali di elementi finiti, come solai o fondazioni avrete… in testa…! Ma se non li avete, mettete un po’ della vostra testa nel manuale (a buon intenditor poche parole). Dal manuale si possono attingere tante idee… Non vi abbiamo già detto che si può portare il Manuale del geometra? Ve lo ricordiamo ora: “Al candidato è consentito l’uso del manuale tecnico, della calcolatrice e degli strumenti per il disegno…”.

La prima fase di progetto − Vi avevamo detto di chiudere gli occhi e immaginare il luogo che dovete progettare… ora riapriteli. Vi accorgerete drammaticamente che il foglio è ancora bianco.

È ora di prendere in mano la matita e formulare la prima ipotesi. Non perdete tempo a dare spessore ai muri in questa prima fase, ma organizzate gli spazi in modo che possano funzionare. Ve ne renderete conto inserendo delle quote di massima, anche sugli schizzi, considerando la possibilità di inserire i pilastri secondo una maglia regolare (5x5, 6x5 etc). Se vi può aiutare tracciatela velocemente, tirando giù delle righe ortogonali, per iniziare ad avere un’idea dello spazio da utilizzare!

In questa prima fase le richieste del tema vanno tradotte in metri quadri che annoterete in una tabella. Successivamente questi dati vi serviranno per la relazione che accompagnerà il progetto. 

Fin dal primo schizzo annotate le norme che ricordate, come ad esempio la superficie minima delle finestre (1/8, 1/6 della superficie calpestabile), il dimensionamento minimo degli ambienti (9 mq le camere singole, 14 mq le matrimoniali…), le distanze tra fabbricati (10 metri…) a  seconda di quello che progetterete.

Se nella richiesta il progetto si distribuisce su due piani è questo il momento di dimensionare il  blocco del vano scala. Se non ricordate le dimensioni che legano l’alzata con la pedata consultate il manuale.

Ricontrollata la prima ipotesi ove tutto sarà ben relazionato (ingresso, servizi igienici, ambienti funzionali), è ora di mettere in bella copia la planimetria.

Rappresentazione planimetrica − Buttate un occhio sullo schizzo quotato. Questo vi suggerirà la grandezza complessiva del vostro impianto  e questo vi permetterà di ben collocare, in pulito, la planimetria sul foglio di carta. Vi ricordate quando, le prime volte che progettavate, disponevate il vostro disegno o al centro del foglio o troppo vicino ai margini e il foglio rimaneva tutto vuoto? Dopo ore di lavoro l’insegnante esclamava: “Tutto qui?!” Questo per dirvi che anche la tavola va progettata e ben organizzata. Chi progetta ha anche senso estetico e il primo giudizio parte proprio da come si presenta l’intero lavoro.



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