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ANALISI DEL TESTO MATURITA' 2013/ Esami di Stato, "L'infinito viaggiare" di Claudio Magris (prima prova Tipologia A) svolgimento di M.C. Gomaraschi

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2. 3. Il viaggio è, nel brano, concetto complementare a quello della frontiera anche fisicamente: l’autore infatti parla del viaggio all’inizio dell’estratto, alla fine, e in un breve excursus circa a metà del testo, e in questo modo crea una specie di cornice alla porzione di testo dedicata alla descizione della frontiera. È nella parte finale del brano, però, che l’autore individua il carattere dell’esperienza che si attua viaggiando: è l’esperienza di un incontro con un luogo e un popolo per certi versi totalmente altri e per altri vicino alla propria cultura. L’autore individua questa caratteristica come una costante di tutti i viaggi, la definisce infatti un’esperienza “consimile” implicata da ogni viaggio.

2.4. L’espressione “si ritova la benevolenza per se stessi e il piacere del mondo” esprime la sensazione che, secondo l’autore, si prova nel momento in cui si visita un paese straniero e in un certo senso ci si confonde con le persone che vi abitano. L’autore individua in questa esperienza la possibilità di amare maggiormente se stessi e la propria cultura, e allo stesso tempo gustare la diversità di ambiente in cui si è immersi.

2.5. Il brano discute in maniera interessante i concetti di viaggio e frontiera, legandoli; l’autore osserva fin dalla prima riga che non c’è viaggio senza frontiera, essa individua un confine, uno stacco tra qualcosa di conosciuto e qualcosa di altro. Tutta l’esperienza del viaggio per come è descritta si può tradurre come l’esperienza della conoscenza di qualcosa di nuovo, che siano luoghi o persone, che allo stesso tempo implica la conoscenza più profonda di un aspetto di sè che emerge per contrasto. Il testo a mio avviso arriva al cuore del perché viaggiare, ne coglie l’aspetto di arricchimento umano che deriva dal viaggio, ma allo stesso tempo indica che il viaggio aumenta anche la conoscenza di sé, la percezione di chi si è e la conoscenza della propria cultura.

3. Interpretazione complessiva e approfondimenti - Il brano di Magris propone una lettura del tema del viaggio, caro alla letteratura, non solo italiana, a partire dall’esperienza personale e in maniera quasi diaristica. Nella visione dell’autore il viaggio è esperienza arricchente in cui si conosce meglio anche la propria cultura, la propria persona. Il tema del viaggio non è nuovo, è una costante, se così si può dire, nella letteratura italiana. La figura di Ulisse, reinterpretata non solo da Dante, ma più recentemente, per esempio, da Foscolo – con la citazione in A Zacinto – e Pascoli – ne L’ultimo viaggio di Ulisse – ne è emblema, sia che di lui si sottolinei l’incolmabile sete di viaggiare, sia che si citi il ritorno a casa, sia che lo si descriva ormai vecchio e stanco a causa del continuo navigare. Tra gli autori del Novecento anche Ungaretti e Montale dedicano una poesia ciascuno al viaggio: Allegira di naufragi e Prima del viaggio. Mentre Montale, preparato l’itinerario alla perfezione, aspetta solo un imprevisto, Ungaretti usa il tema del viaggio come metafora della vita, che ricomincia tutti i giorni, esattamente come, immediatamente dopo un naufragio, ricomincia a viaggiare il superstite lupo di mare.



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