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SAGGIO BREVE MATURITA' 2013/ Esami di Stato: Stato, mercato e democrazia (tipologia B, traccia ambito socio-economico) svolgimento di E. Massagli

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SAGGIO BREVE MATURITA' 2013, PRIMA PROVA ESAMI DI STATO TRACCIA TIPOLOGIA B: STATO MERCATO E DEMOCRAZIA - Premessa - Pochi argomenti hanno potuto vantare nella storia recente la fortuna letteraria che sta avendo la crisi economica. Complice il nefasto (e inaspettato) perdurare di questa inedita, per estensione geografica e temporale, condizione recessiva, le riflessioni giornalistiche, le analisi scientifiche, i dibattiti politici sulle cause e i possibili provvedimenti di contrasto sono ormai innumerevoli in tutto il mondo. In buona parte si tratta di considerazioni simili e ripetute; l’enorme quantità di opinioni rende difficile discernere ciò che è più scientifico e fondato. È però necessario comprendere le ragioni profonde di questa situazione, perché le soluzioni non siano teoriche e i tanti dati raccolti diventino informazioni utili per il futuro.

Cortocircuito tra regole e mercato - Paul Krugman, Raghuram J. Rajan e Luigi Zingales sono economisti globalmente letti e stimati. Le loro tesi sulle origini della crisi e sulle politiche correttive da approvare per uscirne sono state attentamente studiate in questi anni. Rajan è uno degli studiosi che è riuscito a prevedere questa disastrosa fase economica; il premio Nobel Krugman è commentatore molto ascoltato dai politici e dai governi del mondo occidentale. 

Una delle tesi di fondo prevalenti nel dibattito scientifico è quella che individua nella crisi economica un cortocircuito tra le regole e il mercato, osservando come questo secondo si sia evoluto, negli anni duemila, a ritmi troppo veloci e con tecniche troppo complesse per essere controllato dai lenti meccanismi democratico/parlamentari degli Stati o gli ancor più macchinosi accordi regolatori internazionali. Sostiene questa tesi Rajan quando scrive che «il problema centrale del capitalismo (…) è sempre stato quello di riuscire a bilanciare il ruolo del governo e quello del mercato». Per questo «una buona economia non può essere separata da una buona politica». Se, quindi, è la politica la prima arma contro la degenerazione del “breve termine” che ha afflitto la finanza nel nuovo millenio, è comprensibile, come racconta Zingales, che gli americani scarichino contemporaneamente la propria rabbia e le proprie aspettative sulla legge, nel Paese, gli Stati Uniti appunto (culla delle «leggi antitrust» in difesa del sacro principio della concorrenza, nota l’autore), dove la «tradizione populista [è] volta a difendere gli interessi dei più deboli nei confronti del potere opprimente delle grandi imprese». La crisi, quindi, è causata dalla «rottura di un compromesso storico tra capitalismo e democrazia» (parole di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini citate da Mario Pirani su Repubblica del 1° dicembre 2012).

La posizione illustrata è in questo momento la più diffusa diagnosi sull’origine del critico quinquennio che stiamo vivendo. Ne derivano, ovunque nel mondo, politiche conseguenti: ammodernamento delle regole, maggiori controlli degli organi nazionali e internazionali, leggi restrittive dell’azione finanziaria, elezione di politici “nuovi”. La storia giudicherà il successo di queste azioni, che hanno comunque il merito di provare a conoscere (e quindi regolare) un mondo estremamente autoreferenziale e globalizzato quale è quello del “capitalismo spinto”, ovvero della finanza, mai stata così lontana dall’economia “reale” (quella della produzione di beni e servizi) come nel periodo pre-crisi.



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COMMENTI
19/06/2013 - Tracce fattibili secondo il Ministro Carrozza? (Franco Labella)

Il ministro ha commentato con i giornalisti come ho scritto nel titolo ed ha aggiunto che chi ha elaborato materialmente le tracce conosce bene i programmi. Posso chiedere pubblicamente al ministro Carrozza una diffusione ampia e rapida della percentuale di studenti che hanno scelto la traccia in ambito socio economico? Perché mi incuriosisce molto, da docente di Discipline giuridiche ed economiche prossimo alla rottamazione, avere il dato sulla conoscenza non di Rajan o del Nobel Krugman ma anche solo dell'italianissimo anche se docente in America prof. Zingales. Se la traccia era fattibile le percentuali di scelta lo dimostreranno empiricamente. In caso contrario si imporrà una riflessione più generale sulla cultura giuridico-economica degli studenti italiani rispetto anche alla famosa Europa che spesso viene citata come origine di scelte necessitate. Per tutto ma non per questo, evidentemente... Altra domanda pubblica semplice ma polemica: ma il ministro Carrozza condivide la scelta di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia nelle scuole superiori? Perché se ha rivendicato la scelta delle tracce forse c'è un problema di coerenza. O no? Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia