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TRACCE SVOLTE MATURITA' 2013/ Esami di Stato, "La rete della vita" (prima prova Tipologia D, tema di ordine generale) svolgimento di Renato Farina

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SVOLGIMENTO TRACCE UFFICIALI MATURITA' 2013, ESAMI DI STATO. PRIMA PROVA, TEMA TIPOLOGIA D, TEMA DI ORDINE GENERALE: LA RETE DELLA VITA. di Renato Farina. La vita è piena di “ma anche”, come costata Fritjof Capra. Lo sappiamo bene. La nostra esperienza personale è fatta di cose che si sommano, un po’ si elidono a vicenda sovrapponendosi, a volte si fondono. Così il corso della storia è stato lotta “ma anche” pace; competizione ma anche amicizia.

Io credo però che, nelle questioni essenziali, non c’è somma che tenga, e va privilegiato questo o quello: aut aut. O per esprimerci nel danese di Søren Kierkegaard, che più di tutti ha rivendicato la drammaticità dell’opzione esistenziale: “enten eller”. Il “ma anche”, che in altro modo si può rendere con la sequenza “et et”, in momenti decisivi deve per forza lasciare il posto a scelte che dividono il giusto dall’ingiusto, il bene dal male. Anche quando le cose si presentano con contorni confusi, nella nebbia tocca decidere chi siamo, quale sarà il nostro nome. Come suggerisce il filosofo romantico francese Jules Lequier: il tuo nome è quello che avrai meritato dalla prova.

Insomma è la libertà che costituisce la struttura di ciascun “io” umano. Siamo portati a darci guerra “ma anche” a stringerci in comunione di intenti. La natura evolvendosi, secondo un disegno intelligente (questo suppone l’autore della riflessione proposta) mostra che i momenti di competizione, se non si vuole far prevalere la distruzione, devono sciogliersi in pace operosa. Ma questo esige appunto la scelta. Il dire di sì o il dire di no. Non si scappa dalla drammaticità della libertà.

Non è affatto ovvio che l’umanità scelga sempre, come invece fa la natura, il passaggio dalla guerra alla costruttività solidale. L’abbiamo ben visto nel secolo scorso: la convinzione che la lotta di classe fosse il motore della storia e la violenza del migliore per razza e cromosomi fosse la maieutica del progresso si è tramutata in oceani di sangue. Così in questo nuovo millennio l’ideologia della finanza, dove si presume che l’interesse del singolo operatore alla fine giovi magicamente all’insieme delle persone ridotte a consumatori, sta trascinandoci nell’abisso, se non ascolteremo le prime parole dette da papa Francesco nel giorno della sua elezione: “Fratellanza!”.

Per questo oggi è urgente che, tenendo conto della componente istintiva che dirige le nostre azioni alla sopravvivenza, e l’altro crepi pure, si faccia prevalere quello che nella storia si è presentato come il fatto di cambiamento perentorio. È impossibile evitare la questione, specie per noi nati in Occidente, figli della tradizione giudaico-cristiana: Cristo morto per tutti, è Dio? Dio è amore? Da questo quesito non si sfugge. Impossibile sottrarsi al sì o al no. Impossibile rispondere “ma anche”.

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