BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DECRETO DEL FARE/ Così la scuola resta in mano a editori e disoccupati

Pubblicazione:

Infophofoto  Infophofoto

La famiglia e lo studente dovrebbero invece crescere nella consapevolezza che hanno la responsabilità di scegliere la propria migliore formazione con autonomia, passione e impegno. Nella prassi invece questo non succede per nulla, impedito da ogni genere d’intralcio burocratico, costituzionale, legale e sindacale. Il tutto mescolato all’odiosa retorica di considerare il cambiamento come un attentato al valore della cultura e dell’istruzione.Anche l’istituzione dell’Invalsi, esempio senz’altro perfettibile di cultura della valutazione, è stato aggredito da ogni tipo di resistenza e disinformazione, in quanto la valutazione deve spettare, come in molti ambiti della società italiana, ad una cerchia autoreferenziale e protetta.Allo stesso modo le poche scuole private o paritarie che in modo pionieristico s’ingegnano per introdurre novità e innovazioni, vengono aggredite se ricevono piccolissime dotazioni economiche dallo stato.Dovrebbero secondo alcuni competere con l’offerta “gratuita” della scuola statale o meglio sparire del tutto.Prima di programmare nuove assunzioni, qualcuno all’interno della Scuola dovrebbe invece ragionare seriamente sul gap sempre più preoccupante che si registra rispetto al Resto del mondo e sugli effetti che questo avrà sul futuro dei giovani e del nostro Paese. La cultura e l’istruzione sono la base sulla quale costruire la nostra società e il nostro futuro, ma se non vengono gestire eticamente e in modo efficiente possono diventare la culla dell’ignoranza, della frustrazione e dell’impotenza, come i giovani, soprattutto quelli che non possono pagarsi master o scuole private, che hanno studiato negli ultimi vent’anni in scuole statali, hanno sperimentato abbondantemente sulla propria pelle. Compito dell’istruzione è anche di dare strumenti reali di equità e di mobilità sociale e non diritti vuoti ed auto referenziali. E ‘ un ruolo diventato difficilissimo. Non ci illudiamo che lo si possa affrontare semplicemente aggiungendo nuovi docenti, altrimenti non ci sarà futuro né per loro né per i loro studenti.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.