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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013: la serietà dei giovani, il cinismo degli adulti

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Com’è un esame di “orientamento”, ministro? Nell’università che ha retto fino a poco tempo fa su che cosa vengono esaminati gli studenti? Su ciò che hanno studiato o su ciò che faranno in futuro? Ma poi lei stessa, ministro, come ha fatto a scegliere, dopo aver sostenuto un esame “conclusivo”? “Non sanno nemmeno (gli studenti, ndr) cosa significhi studiare Ingegneria o Economia. Quindi, parrebbe di capire, bisogna in qualche modo “provare” prima la facoltà universitaria? E quante? O forse bastano Ingegneria ed Economia: Medicina provvede coi test, il resto non conta. 

E per le scuole professionalizzanti, corsi di studio in sé compiuti, perché non dovrebbe avere senso, a priori, un esame conclusivo? Sotto sotto si ha l’impressione che  esistano sempre e solo i licei, sempre al centro dell’attenzione dei ministri. Le cui amorevoli cure li hanno ormai quasi completamente distrutti: quanto meno per questo possiamo sperare che in un futuro prossimo il loro giovesco sguardo dovrà posarsi su qualcos’altro.

Attendiamo dunque l’esame futuro, sul futuro, per il futuro. Tutto va bene, pur di negare valore al presente e, soprattutto, ai presenti, ai ragazzi di oggi, a quelli che oggi hanno studiato e arrivano all’esame come a una cosa seria. “Ladri e profeti di futuro ci hanno portato via parecchio, il giorno è sempre un po’ più oscuro…” cantava Guccini, tanti anni fa, eppure la tremenda, meravigliosa serietà della giovinezza vince, impone la vita e la speranza. Non c’è cinismo degli adulti che possa impedire loro di brillare, anche in un anonimo corridoio scolastico, in questa mattina di giugno. 

Anche di fronte alle tracce della prima prova che confermano, questa volta almeno con il merito di farlo senza infingimenti, la volontà di definitiva liquidazione della cultura umanistica.

Per fortuna, infatti, il futuro è in mano a loro, ai ragazzi che sognano e sperano chini sui banchi, che hanno studiato, interessandosene e apprezzandolo, tutto il passato che è rimasto fuori dalle tracce, che gli adulti hanno espulso da tutte le Mappe del Futuro di cui si fanno araldi, con gran furia iconoclasta. Come tanti Mazzarò: “Roba mia, vientene con me”!



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