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SCUOLA/ Promuovere tutti o bocciare? C'è un'alternativa (scomoda)

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Nelle scuole primarie o secondarie di primo grado da decenni si censisce, si nomina, si blandisce, si teme, si studia la famosa fascia 4. Ma assolutamente non basta. Ci vuole una consistente quantità di tempo docenza (1/4 del totale andrebbe bene) da dedicare al tutoraggio ed al recupero della fascia 4.

Le disposizioni attuali che consentono legalmente la riduzione fino al 20 per cento del tempo scuola a classe intera, rimanendo in linea col curricolo nazionale essenziale, permetterebbero la generazione di un consistente avanzo. Ma la clausola della ricaduta uguale su tutti gli alunni del tempo docenza avanzato ha impedito ed impedisce di usarlo ai fini, pur esaltati a parole, del recupero. Cosa strana e incredibile, nel paese della mistica degli ultimi non si può nella scuola dedicare tempo docenza ordinario “agli ultimi”. E soldi per ore straordinarie dedicate a ciò non ce ne sono e non ce ne saranno per decenni, ammesso che ci siano insegnanti “del mattino” interessati a svolgerle in tutto il corso dell’anno. Queste ultime  considerazioni pongono ancora una volta il tema ineludibile della figura dell’insegnante a tempo pieno.

La separazione della valutazione e della certificazione dalla bocciatura è la via necessaria e ormai quasi inevitabile per concentrare la scuola ed il personale docente sul lavoro realistico, formativo e orientativo, davvero utile ed efficace per i giovani e per il paese.

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COMMENTI
25/06/2013 - cinche, sei, sett’ore assettate a sentì sempe .... (Vincenzo Pascuzzi)

0) “Chist’esame 'e maturità /nun se ponno cchiù supportà /pe’ 'nu mese, ogne santo juorno /tutte quante a 'nu tavule attuorno, / cinche, sei, sett’ore assettate /a sentì sempe 'e stesse strunzate....“. Così anni fa Anonimo Salernitano in “Maturità”. 1) Nel discorso delle bocciature, rientra anche l’esame di Stato (ex maturità) ormai quasi inutile. All’inizio (1925) i maturandi furono 20.570 e più del 40% risultarono respinti. Adesso sfiorano i 500mila e le bocciature sono al 3-4%. La stessa percentuale può ottenersi con uno scrutinio specifico, magari rinforzato con un paio di scritti decisi classe per classe, senza ricorrere al "plico elettronico" di Profumo. 2) Non condivido l’imputazione delle bocciature alla SOLA “neghittosità dell’alunno problematico”. Sarebbe un po’ come dare la colpa al commensale che non riesce a gustare o digerire una certa pietanza. Qualche responsabilità può risalire ai cuochi, agli ingredienti, alle modalità di cottura, ecc. Quasi sempre la presunta “neghittosità” è una scorciatoia miope e auto-assolvente. 3) Non condivido la separazione manichea e fatalistica fra “studio astratto” e “apprendere Facendo” [F maiuscola?]. Credo che si commetta un doppio errore: 1°) privare i c.d. “più bravi e motivati” dell’esperienza dell'attività manuale; 2°) considerare di conseguenza il lavoro manuale e tecnico come attività di scarto e destinata ai meno “bravi”. 4) L’insegnamento è GIÀ attività a tempo pieno. Non riproponiamo le OSCENE 24 ore settimanali!