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SCUOLA/ Toccafondi (sottosegretario): per "salvare" i giovani si apra alle aziende

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Con i colloqui di oggi si concluderà l'esame di Stato dei primi maturandi, che si lasceranno così alle spalle la scuola superiore. Molti di loro andranno all’università, altri, con il diploma in tasca, cercheranno un lavoro. Il tasso di disoccupazione è tre volte più alto per chi ha una formazione secondaria rispetto a coloro che hanno una formazione universitaria: a dirlo è l’ultimo rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha reso noti ieri i dati dell’ultimo rapporto Education at a glance 2013. Proprio in Italia, come molte indagini rivelano da un po’ di tempo a questa parte, le immatricolazioni sono in calo: c’è sfiducia verso la formazione universitaria, le famiglie e i giovani si rivolgono al mondo del lavoro. Effetti della crisi. Non basta però cercare lavoro per trovarlo. Senza una formazione capace di valorizzare tutte le attitudini dei giovani, i rischi sono da un lato la disoccupazione intellettuale, dall’altro la svalutazione culturale del lavoro, che tanti danni ha portato all’economia italiana. Fina dalla scuola i giovani devono poter sperimentare sul campo cosa significhi lavorare, dice a ilsussidiario.net Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione.


Concluso l’esame di Stato, ci saranno giovani che andranno all’università, altri che andranno a lavorare. Quale messaggio manda a tutti i giovani che sono incerti sul da farsi?
Il tempo che rimane a questi giovani indecisi può essere sfruttato al meglio per farlo diventare il tempo delle decisioni. Vorrei che gli «incerti» capissero che, per scegliere bene come proseguire nel cammino della loro vita, devono farsi accompagnare da chi è più esperto di loro, più grande, da chi già vive il mondo del lavoro e dell’università.

In che modo? Ha qualche suggerimento?
Per fare questo invito loro ad informarsi il più possibile ma non solo su internet o su una brochure. Andate direttamente nei luoghi di lavoro, affiancate chi già ha un’occupazione che vi sembra interessante per capire se è proprio quella che fa per voi, sperimentate il più possibile sul campo, direttamente, quale potrebbe essere il vostro, e nostro, domani. Così pure la scelta universitaria deve essere ben ponderata ed accompagnata.

Mai come ora «del doman non v’è certezza». Cosa dice a coloro che si affacciano in un mondo del lavoro in cui le imprese chiudono?
Molte imprese chiudono, è vero, ma molte altre aprono ed altre ancora resistono alla crisi puntando sulla ricerca, sui giovani e sul fare rete... Esistono anche nuovi lavori che ai tempi della mia maturità erano impensabili. Lorenzo De’ Medici scrisse il Trionfo di Bacco ed Arianna, dal quale lei ha estratto il famoso detto «del doman non v’è certezza», per parlare di cose altre, o alte e sicuramente non si riferiva alla odierna situazione precaria del lavoro.

Che cosa bisogna fare?



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