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ESAMI DI STATO/ Maturità 2013, ecco come prepararsi all'orale con san Benedetto

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Due raccomandazioni, ora. Ai miei tempi non c’era internet. Eravamo tutti meno distratti e quindi riuscivamo a concentrarci meglio. Devi imparare a gestire anche questo strumento. Visto che stai sui libri, meglio andarsi a fare una passeggiata piuttosto che passare il tempo libero davanti al computer. In ogni caso la rete va confinata nelle otto ore di svago. Guai a sovrapporla a quelle di studio.

Seconda raccomandazione. È vero che ognuno ha le sue abitudini, il suo stile di vita, ma il proverbio sulle ore del mattino, quelle che “hanno l’oro in bocca” non è sbagliato. Continua a mettere la sveglia, alzati presto (tra l’altro col caldo estivo meglio sfruttare le ore più fresche). Hai dormito otto ore, sei riposato, la tua mente è riposata e lavora meglio. La stanchezza che provi è solo psicologica. La regola ti aiuta. L’impegno che ti sei preso detta i ritmi.

In questo modo, lo capisci anche tu, l’esame di Stato è un esame di maturità. Dimostri agli altri, ma soprattutto a te stesso, di saperti autogestire, di saper camminare con le tue gambe. La soddisfazione di un lavoro ben fatto, di una battaglia affrontata e vinta è anche maggiore del voto finale.

Ora et labora, diceva San Benedetto, e aggiungeva: et noli contristari (“e non ti rattristare”). Che grande maestro di umanità, che genio! Aveva capito benissimo che è la tristezza che paralizza l’uomo. E se tu senti un po’ di quella tristezza nel cuore, impara da lui. Come, a mio tempo, ho fatto io.



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