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SCUOLA/ Per rilanciarla bisogna mettere insieme 4 ministri, ecco quali

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Del resto, come dimostrano le indagini Ocse degli ultimi anni, i Paesi che conseguono i migliori risultati educativi hanno sistemi scolastici basati proprio su questi principi e puntano ad un responsabile coinvolgimento di tutti gli attori, compresi quelli del sistema istituzionale e produttivo locale.

Al contempo, tali indagini evidenziano alcune “distorsioni” del nostro sistema scolastico, sulle quali, nel nuovo contesto politico istituzionale, sarebbe necessario attivare un'accurata riflessione, relativamente alle seguenti criticità: la necessità di ottimizzare la spesa complessiva per l'istruzione; l’estensione e il consolidamento dell'autonomia conferita alle istituzioni scolastiche; la revisione di obiettivi, programmi, tempi e metodologie didattiche, in funzione del miglioramento dei risultati degli apprendimenti rilevati dalla ricerca Ocse Pisa; la remunerazione e valorizzazione del lavoro degli insegnanti; la riduzione drastica della percentuale di dispersione scolastica.

In questo quadro così composito, è possibile individuare sei azioni strategiche verso le quali sarebbe necessario orientare tutti gli sforzi e le risorse disponibili:

a) elaborare un nuovo Testo Unico della legislazione scolastica, che elimini sovrapposizioni e prescrizioni contraddittorie su varie materie, e aggiornare le norme che regolano il funzionamento degli Organi collegiali interni e territoriali;

b) rendere più funzionale il riparto di competenze tra Stato e regioni previsto dal Titolo V della Costituzione;

c) costituire un organico d'istituto, funzionale alla progettazione e gestione del ciclo scolastico;

d) avviare un sistema di valutazione di sistema, che analizzi i diversi livelli di performance, dagli apprendimenti degli studenti a quelli dei docenti, fino ai risultati del dirigente scolastico e dell'istituto, formalmente e sostanzialmente autonomo dal Miur;

e) dare vita a progetti mirati al contrasto alla dispersione scolastica, alla formazione dei docenti e alla diffusione delle nuove tecnologie e al consolidamento di metodologie didattiche interattive;

f) estendere e consolidare una politica organica di orientamento permanente che rilanci il ruolo della formazione tecnica superiore e coinvolga, con maggiore responsabilità e consapevolezza, studenti, famiglie, docenti, istituzioni e sistema produttivo, allo scopo di ribaltare il paradosso del job mismatching (non incontro tra domanda e offerta di lavoro) costituito da oltre 45mila posti di lavoro non “coperti”, in particolare nel settore del commercio e dei servizi, dove nel 47,6% dei casi nessuno si è presentato ai colloqui di selezione e nell’altro 52,4% i candidati non possedevano i requisiti richiesti. 



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