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SCUOLA/ Una prof: così le prove Invalsi "svalutano" gli studenti e noi

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Su questo giornale un docente ha proposto giuste osservazioni sull’ambiguità di fondo che l’estensione universale (scusate: censuaria!) dei test tende a introdurre nella valutazione. Probabilmente, oltre che il problema della valutazione c’è anche quello della svalutazione. Della svalutazione strisciante di ciò che, in un’epoca che della misurazione sta facendo un idolo, si ritiene non valga la pena di misurare.

Un’ultima nota. Maggio era il mese di Poliziano. Ora è il mese preso d’assalto dalla burocrazia: dichiarazione dei redditi e, per gli insegnanti (tra le pochissime categorie che annoverino cultori del Poliziano), documento per l’esame di Stato e prove Invalsi. 

Un esercito di laureati ha trascorso interi pomeriggi a inserire a sistema i dati delle prove, ovvero a ricopiare ventitré pagine di risposte per alunno. Attenzione, non a correggere (questa funzione, che ancora esige un minimo di attività neuronale, è richiesta in misura minima), a ricopiare: A1, clic, D3, clic, 2C, clic… per ventitré pagine, per trenta fascicoli. Confesso che non l’ho presa bene. Immersa nel brusio dell’aula di informatica sentivo crescere l’angoscia. Ho anche tentato l’autocritica: “Ecco la tua componente borghese, più grande del previsto, che subito piagnucola e si ribella… che dovrebbero dire quelli che passano la vita alle catene di montaggio?” Chissà se avevano pensieri simili a questi gli intellettuali rinchiusi nei campi di rieducazione dalle rivoluzioni del secolo scorso? E intanto tutti quanti si procedeva, esercito sussurrante di formiche impegnato a procurare dati a un gruppetto di maghi dei numeri.

Magari esagero, ma non riesco a credere che chi ha congegnato una simile macchina irrispettosa degli insegnanti abbia davvero rispetto per gli studenti. Sbaglierò, ma non riesco a crederlo.



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COMMENTI
07/06/2013 - Invalsi non misura, non valuta, fa statistiche (Vincenzo Pascuzzi)

Giuliana Zanello critica nel merito i test di italiano. Giorgio Israel aveva fatto lo stesso con i test di matematica. Anche il d.s. Luca Cortis e i docenti dell’I.C. di Castelnuovo Magra (La Spezia) hanno formulato critiche su aspetti operativi dei test (http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=46189&action=view&c). Qualcuno risponderà? In proposito, potremmo citare il Vangelo: «Così, ogni albero buono fa frutti buoni; ma l’albero cattivo fa frutti cattivi»; Matteo 7:17. Ma guardiamo anche l’albero. In realtà, Invalsi non misura, non valuta, fa statistiche opinabili e classifiche. Non misura perché il Commissario Straordinario Paolo Sestito ha dovuto alla fine ammettere che quello dell’Invalsi non è un metro “assoluto”, “universale” cioè NON è un metro (ovvero è un metro …. eunuco e sterile). Non valuta perché non attribuisce alle scuole, alle classi un voto numerico o altra qualifica (sufficiente, discreto, buono, insufficiente, ….). Invalsi fa solo elaborazioni statistiche (si presume valide) su dati di provenienza diversificata, non omogenea, raccolti da altri perciò di dubbia validità (infatti cerca di depurarli dal cheating; quest’anno ha anche adottato espedienti anti-copioni!), relativi a test sui quali gravano le osservazioni citate. Altra caratteristica Invalsi è la sua non-responsabilità: opera in maniera praticamente autonoma dal Miur, utilizza liberamente per le sue attività le risorse delle scuole, non si cura dell’utilizzo dei suoi dati da parte Miur.

 
06/06/2013 - Un commento nel merito (Giorgio Israel)

Fa piacere leggere delle critiche dei test Invalsi che entrano nel merito. Difatti, i difensori dei test trascinano sistematicamente a dibattiti metodologici e non rispondono mai alle critiche di merito. Salvo che, nei rarissimi casi in cui lo fanno, fornire esempi sbagliati, come nel caso del test che avrebbe chiesto di determinare l'area di un triangolo a partire dalla misura dei tre lati, il che richiede la formula di Erone che quasi nessuno ricorda. Mi permetto di segnalare le analisi dettagliate che abbiamo fatto dei test di matematica (http://pensareinmatematica.blogspot.it/2013/05/parliamo-dei-test-invalsi-di-matematica.html), ovviamente senza ricevere la minima obiezione di merito da parte di chi si spende tanto a scrivere dissertazioni teoriche sull'oggettività secondo Rasch e altre dottrine pseudoscientifiche. Anche questo è mancanza di rispetto.