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MATURITA' 2013/ Tutte le "bufale" sulle tracce in anticipo della prima prova

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A dieci giorni dall'inizio degli esami di maturità e dalla prima prova, quella di italiano, è già scattato il consueto toto-tema nel tentativo di anticipare quelle che saranno le tracce proposte agli studenti. Peccato, però, che questo non sia mai avvenuto e che tutte le indiscrezioni emerse nelle ore precedenti si siano sempre rivelate delle vere e proprie “bufale”. A ricordarlo è il sito Skuola.net che, attraverso i propri archivi, ha ricostruito i casi più clamorosi e noti in cui lo stesso Ministero dell’Istruzione è dovuto intervenire per fare chiarezza e smentire ogni voce (falsa) in circolazione: il primo caso riportato è quello del 2010, quando un sito per studenti pubblicò le presunte tracce della prima prova, con tanto di logo e codici ministeriali, secondo cui gli studenti si sarebbero dovuti cimentare in un’analisi del testo sulla poesia “I pastori” di Gabriele D’Annunzio. La smentita, però, arrivò poco dopo: uno studente, infatti, saputa la notizia e andato subito a ripassare il capitolo su D'Annunzio, notò che i quesiti rivelati erano in realtà stati ripresi parola per parola da un libro di letteratura. Il giorno dopo, infatti, la vera traccia chiedeva ai candidati di lavorare su un testo di Primo Levi tratto dalla prefazione de “La ricerca delle radici”. Si passa quindi all’anno successivo, il 2011, quando lo stesso sito rivelò presunte indiscrezioni riguardo la seconda prova degli studenti del liceo classico: i maturandi avrebbero dovuto affrontare una versione di latino di Seneca dal titolo: “Il tuo sangue non sgorga da un corpo incolume”. La notizia si diffusa in modo così massiccio che lo stesso Ministero dell’istruzione scelse di intervenire attraverso un comunicato che recitava: “La presunta traccia di latino pubblicata dal sito xxx e ripresa da alcune agenzie di stampa è assolutamente falsa. Si tratta di invenzioni che si ripetono identiche ogni anno, prive di qualsiasi fondamento”. Il giorno dopo, infatti, i maturandi affrontarono una versione si di Seneca, ma dal titolo “Il vero bene è la virtù”. Successivamente i responsabili della diffusione delle tracce si giustificarono affermando che in realtà le notizie erano esatte e che era stato il Ministero, a causa della soffiata, a cambiarle notte tempo. E' ancora una volta Skuola.net, però, a ricordare che "il vecchio plico cartaceo con cui venivano consegnate le tracce, aveva bisogno di tempo per essere stampato e veniva recapitato sigillato alle caserme delle forze dell’ordine qualche giorno prima delle prove".



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