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SCUOLA/ Concorso presidi, la sentenza: in Lombardia tutto da rifare, i partiti cosa dicono?

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La notizia appare presa di peso da Il processo di Kafka. Con la sentenza n. 3747 dell'11 luglio 2013 la VI sez. del Consiglio di Stato ha rigettato l'appello proposto dal Miur, avverso alla sentenza del Tar della Lombardia, che aveva annullato a suo tempo il concorso per dirigenti scolastici per violazione del principio dell'anonimato, perché le buste contenente gli scritti dei candidati erano trasparenti e pertanto i loro nomi eventualmente leggibili. 

La soluzione che il Consiglio di Stato propone o impone (?) è quella della "ricorrezione" dei compiti con altra Commissione. Il che significa di fatto un nuovo concorso. Chi scrive non dispone né delle informazioni né tampoco delle nozioni giuridico-amministrative necessarie per prendere una posizione tecnica di fronte a tale notizia. Ci limitiamo a constatare, per un verso, le conseguenze sul sistema di istruzione di tale processione di Ecternach dell'Amministrazione pubblica – un passo avanti, due a lato – e, per l'altro, a denunciare le cause e le responsabilità non anonime di questa procedura perversa. 

La conseguenza più immediata è che decine di scuole continueranno a restare senza dirigenti, che centinaia di dirigenti dovranno gestire più scuole. Ad oggi le reggenze delle scuole sono più di quattrocento. Ma dal settembre del 2013 vanno in pensione circa 250 dirigenti. Se ne conclude che circa la metà delle scuole lombarde rimane senza il dirigente. Quanto ai candidati, che concorrevano per 355 posti, erano stati dichiarati idonei 416 su 996. Ma se gli scritti debbono essere ricorretti, i candidati tornano ad essere 996. Questi disgraziati sono in ballo da tre anni con corsi di formazione e costi relativi, vincenti e/o perdenti hanno fatto un percorso di guerra. L'Amministrazione fa allegro e indecente sperpero di passioni e vite. 

La prima domanda che insorge, spontanea e sdegnata: c'è qualcuno che paga per tutto ciò? Nessuno. No, perché l'Amministrazione è una sorta di scatola nera, illeggibile, un labirinto allucinatorio. L'unica difesa dei propri interessi, di cui dispongono i concorrenti, è quella dei ricorsi, che nell'immediato vanno a pasturare una torma di avvocati famelici e per lo più incompetenti, e di magistrati amministrativi, la cui carriera dipende da cooptazioni dall'alto e da legami di potere con istituzioni e partiti. 

D'altronde, i ricorsi producono i contro-ricorsi dei contro-interessati, in un processus ad infinitum. Così non si va lontano, in ogni caso. Donde viene questo potere enorme della Casta-Amministrazione? Un potere legibus solutus, semplicemente perché le leggi, le circolari, i regolamenti se li cucina in casa. 



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COMMENTI
22/07/2013 - Salomonica sentenza (ersilia conte)

Sono la prof.ssa Ersilia Conte, una delle mal capitate 406 docenti che hanno superato ben 4 estenuanti prove del famoso concorso di cui sopra.... ebbene gli anni investiti in questa impresa per me come per molti miei colleghi sono stati molti di più di 3, tra master e corsi e studi, per non parlare dei vari incarichi svolti nell'ambito delle Istituzioni scolastiche con passione e dedizione. Io non ho parole e sono costernata da tutta questa paradossale vicenda che ho dovuto sopportare. Ci siamo formati a nostre spese, ci siamo preparati sottraendo tempo alle nostre famiglie (io ho 4 figli adolescenti) al nostro tempo libero e alle nostre ore di sonno, tutto questi sacrifici per finire in una spira senza fine in cui le decisioni sono state sempre rimandate. Ebbene al di là della valutazione di questo iniquo sistema e dei contorti meccanismi burocratici, io mi domando, perché questa decisione così salomonica il CDS non l'ha presa il 28/08/2012? a oggi tutte le operazioni si sarebbero concluse e le nostre scuole avrebbero un Dirigente, perchè far fare non una, ma due perizie di cui poi non tener conto? questa è solo una delle innumerevoli domande che questa vicenda fa emergere. La scuola è sempre l'ultimo dei fanalini di coda, un costo, una spesa, non c'è mai la consapevolezza che la crescita di un paese parte dalla scuola...

 
15/07/2013 - Stavolta Cominelli ha superato se stesso (Franco Labella)

L'ho sempre scritto: quando leggi Cominelli non resti mai deluso. O per la panoramica che attraversa i secoli o per la singolarità delle tesi. A quest'ultima casistica appartiene questo articolo che propone una soluzione fantasiosa ed al tempo stesso inconcludente. E sì che Cominelli, come ammette, poco apprezza il Diritto ma vorrei capire il nesso: una sentenza, discutibile, osserva che ci potrebbe essere un vulnus alla obiettività di correzione delle prove. E Cominelli che fa? Ci propone la soluzione dell'assunzione diretta da parte delle scuola. Che, visibilmente, c'entra come un cavolo a merenda con i guasti di bandi di concorsi scritti male, operazioni di concorso fatte peggio e qualche "stranezza" come commissari di concorso che prima hanno fatto corsi di preparazione a pagamento. Che c'azzecca tutto questo con lo spostare dal nazionale al locale l'assunzione? Cominelli è da tempo lontano dalle scuole (lo dicono le sue note biografiche) e, verosimilmente, non ha la più pallida idea di come sarebbe gestita una delle operazioni più delicate, l'assunzione del personale, da parte di molta parte dei dirigenti scolastici. E non parlo della scelta di amici degli amici o di scelte ideologiche: no parlo, banalmente, di DS che mediamente hanno una cultura giuridica pari a quella di Cominelli. E cioè prossima allo zero. Che altro che buste trasparenti gestirebbero... Negli anni, per esperienza diretta, per consulenza anche sulla rete, ho raccolto materiali da scriverci