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SCUOLA/ Italiano, tutte le ragioni per tornare al vecchio tema

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Nella scuola troppo spesso la letteratura sembra morta. Ma la letteratura è viva e parla, ma ad una condizione, che siamo noi vivi, che le si pongano delle domande, le giuste domande, quelle che fanno del patrimonio letterario un universo sempre contemporaneo e in dialogo nei secoli sul destino contingente e ultimo dell'uomo. Perché un ragazzo, uno studente possa riscoprire il piacere della lettura e della letteratura occorre che riscopra prima il piacere di coltivare la propria arrière boutique (il proprio «retrobottega», cioè lo spazio della propria interiorità, mi piace chiamarlo con il nome di «anima»). 

Al riguardo una modalità che ritengo molto efficace è la stesura (due volte a settimana?) di un diario (sarebbe più corretto chiamarlo Zibaldone), uno spazio personale in cui raccontarsi, in cui fermarsi a riflettere e chiedersi che cosa capiti nella vita (incontri, discussioni, sogni e aspirazioni, letture e film, ecc). In un anno inizieremo a vedere i risultati. La scrittura diventa, così, familiare e lo studente studia la letteratura provvisto di una maggiore dimestichezza con lo strumento della lingua. 

Un altro strumento efficace è quello di studiare e incontrare la letteratura stando all'interno di quel mondo. Il ragazzo può cimentarsi con la scrittura letteraria, non perché siamo tutti poeti, ma perché poesia e letteratura nascono da esperienze, accadimenti e il lettore verifica come avrebbe detto lui quell'emozione e quel fatto e vede la specificità del fatto letterario, della parola poetica utilizzata da uno scrittore, inizia a comprendere che esiste una poetica personale. Dopo aver affrontato autori che hanno parlato d'amore, ho chiesto agli studenti del terzo anno di cimentarsi nella scrittura di poesie d'amore. Ho assistito ad un sacro silenzio da parte di tutti i ragazzi nell'ascoltare le poesie scritte dai compagni. 

Indispensabile è, poi, ritornare al fascino della lettura delle opere nella loro interezza, non solo in modo antologico come accade a scuola. Chi di noi si limiterebbe a vedere i trailers di un film senza assistere alla visione integrale? Bene, è come se a scuola gli studenti vedessero solo qualche immagine di un film, quelle selezionate dall'antologia o dal docente. L'insegnante non deve solo assegnare letture, ma deve accompagnare il ragazzo nel fascino della lettura. Studierà, quindi, le modalità più adeguate. Ad esempio, si può presentare all'inizio solo un aspetto del romanzo assegnato, lasciare poi ai ragazzi la lettura a casa e concludere con un caffè letterario (dopo uno o due mesi): una discussione sul libro guidata dal docente, che si può concludere con un momento conviviale. I ragazzi sono sempre molto colpiti dal fatto che si possa discutere e lavorare su un'opera a prescindere da un voto. Spetterà al docente studiare le modalità di controllo adeguato per verificare che il libro assegnato sia stato effettivamente letto (potrebbe essere una verifica successiva). 



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