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SCUOLA/ Mediani, "stelle" o gregari, cosa sarà di voi ora che la classe non c'è più?

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Stagione di canzoni, di facili emozioni, un'altra volta ancora abbiamo chiuso./ Vedrai questi tuoi giorni in un minuto di ricordi, e quanti giorni hai ancora da incontrare. Invidio i tuoi paesaggi che non so e non vedrò mai, rimpiango le ragioni per cui ancora piangerai.../ poi ti trovi vecchio, e ancor non hai capito che la vita quotidiana ti ha tradito.

Che disco straordinario, "Stanze di vita quotidiana" di Guccini. Era il nucleo della mia tesina di maturità (1979) e continua a tornarmi in mente, quando gli esami finiscono ed i tabelloni pendono un po' storti dalla vetrata.

È cambiato qualcosa, da un po': dove c'era una ressa di urla pianti e gridolini, oggi non sono mai più di mezza dozzina alla volta, i curiosi che li riprendono col telefonino e messaggiano in giro. Poi, nelle scuole appena un po' organizzate i tabelloni sono subito on line, e discuterli sui social per te è reale come farlo di persona. 

Vengono insieme alla vetrata alcuni amici veri, o le coppiette: per loro ha un senso ritrovarsi ancora lì di persona. Non viene l'animale alfa del branco, maschio o femmina che sia, vissuto a copiature e suggerimenti e troppo impegnato a godersi la vita. Anche ora si fa passare le informazioni dal sottomesso, giusto prima di cancellarlo dalla lista dei contatti.

La logica del film, nel più ovvio dei flashback, vorrebbe che si tornasse a tre giorni fa.

Il mondo era quello di sempre. Tutto ciò che ricordi è stato fin qui scandito dai ritmi scolastici. Come nella faccenda delle maschere di Pirandello, con cui ti stressa quella di Italiano, la tua stessa "Percezione dell'Io" è legata all'aver vissuto istituti per eletti o per reietti, la sezione dei figli di papà o dei figli di nessuno. Da sempre ti han raccontato che ti aspettava un Esame, così importante da essere Di Stato, da sancire la tua Maturità, da rendere indimenticabile la Notte Prima. I marpioni del settore ci han costruito un filone cinemusicalletterario, modulandone il truzzismo in funzione delle fasce di mercato. 

Lo sapevi, che arrivava l'esame: ma fino a pochi mesi fa non l'hai preso molto sul serio; del resto a scuola non conta quel che impari, buono da tirar fuori in una verifica e dimenticare il giorno dopo. Importano gli amici, il ritmo di mattine e pomeriggi, serate, week-end e vacanze; quel che hai graffiato sul banco, sul muro dietro l'angolo, sulla bacheca web. Gli amori ipotetici o reali, gli amici persi per strada: ti ricordi, quello che ha fatto quella brutta fine, oh son già passati due anni? 

Da metà giugno la scuola ha preso il volto nuovo della Commissione, temuto accrocchio di personaggi di cui alcuni si conoscono fin troppo, altri si stanno annusando e prendendo le misure appena adesso. Ci sono i soliti amorfi che son lì solo per quattro euri in più. Qualcuno che cerca l'estate tutto l'anno, per godersi le tre settimane in cui sfoggia i gradi da caporale. 



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