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SCUOLA/ Clil, da settembre si comincia. Tutto liscio?

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Pere Bruegel il Vecchio, Torre di Babele (1563) (Immagine d'archivio)  Pere Bruegel il Vecchio, Torre di Babele (1563) (Immagine d'archivio)

In soldoni (è il caso di dirlo), per i corsi dell'Indire è disponibile il finanziamento ministeriale, per gli altri che eventualmente possono aggiungersi a coprire le necessità del territorio, i fondi sono da trovare grazie al contributo di soggetti pubblici o privati interessati. 

Tenuto conto del profilo del docente Clil così come si dovrebbe configurare in uscita dai percorsi di perfezionamento (competenza linguistica C1; capacità di integrare lingua e contenuti disciplinari rispetto alla proposta formativa della scuola nella quale insegna; capacità di realizzare sinergie con i colleghi delle altre discipline non linguistiche o linguistiche del medesimo istituto) occorre chiedersi se non valga la pena dare la massima pubblicità e la massima fruibilità ad una sorta di nuova abilitazione dell'insegnante che, pur non essendo codificata, di fatto è istituita nel momento in cui l'insegnamento Clil è reso obbligatorio. 

La "conversione" fino al livello C1 del Quadro Europeo di Riferimento per le Lingue delle migliaia di docenti Dnl che non possiedono tale competenza (e nemmeno quelle relative al Clil in quanto metodologia di insegnamento: questione essa stessa da porre sotto i riflettori, perché la metodologia spesso è anche un grande serbatoio di contenuti) richiede sicuramente nuovi investimenti, ma non è solo un problema economico. 

Come spesso accade in queste circostanze, la scuola subisce le novità che vengono introdotte e poi gestite dal Miur in accordo con l'Indire e taluni atenei.

Dovrebbe avvenire al più presto una inversione di tendenza che favorisca il più possibile l'attivazione delle migliori energie e professionalità che già sussistono nella scuola e tra reti di scuole, onde evitare l'impressione di una ulteriore operazione verticistica.

È proprio a partire da queste esperienze che l'intera macchina potrebbe/dovrebbe essere ripensata.



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COMMENTI
15/07/2013 - Un po' di cronistoria... 2 (Franco Labella)

Siamo alle solite, l'armata Brancaleone del cambiamento è un po' stracciona, diciamo priva di risorse e di prospettive. Quando saranno maturi i tempi per un primo giudizio sul riordino della Gelmini? Il CLIL lo mettiamo in conto insieme con un orario curricolare del biennio inferiore alla scuola media? Alla eliminazione del Diritto, della Geografia e della Storia dell’arte? Alla riduzione delle ore di laboratorio nei professionali? Mi fermo qui… Per ora. Perché le "riforme epocali" purtroppo si rivelano quelle che sono solo con i danni alle giovani generazioni. Ma tanto siamo un Paese di vecchi e per vecchi..

 
15/07/2013 - Un po' di cronistoria... (Franco Labella)

Non so se Foschi ha seguito la vicenda CLIL sin dall'inizio. A beneficio dei lettori ricordo che quando, per effetto del riordino Gelmini, fu previsto il CLIL in parecchi (me compreso) si chiesero se fosse una ragionata previsione o una propagandistica fuga in avanti. Ne scrissi con ironia qui e correva l'anno 2010: http://www.unita.it/scuola/riforma-delle-superiori-1.4080 La fretta della Gelmini aveva bisogno di un "fiore" all'occhiello e il CLIL fu varato. Un anno e mezzo fa l'Amministrazione (a me è capitato di ascoltare personalmente l'ispettore di turno in un Seminario a Tivoli) sparava cifre fantasmogoriche su una partecipazione di docenti (certificati) che sembrava assai poco realistica considerando la realtà italiana. Addirittura i numeri sembravano da eccesso di offerta. La prima stranezza la si è colta quando quest'anno, nel diffondere la circolare per la formazione, si è letto che potevano partecipare docenti non certificati ma che autocertificavano le loro competenze in lingua straniera. Prima domanda: da quando ce n'erano quasi troppi ora si va a caccia di docenti non certificati? La chiusa di Foschi (è una abilitazione mascherata) in realtà sembra essere in linea con l'idea del MIUR: uno si dà da fare, magari acquisisce il B1, poi decide di fare il gran salto e a pro di che? Ma la Gelmini non era la ministra del "merito" e dei premi economici? Ed oggi non ci sono manco i soldi per i corsi di formazione?