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SCUOLA/ Clil, da settembre si comincia. Tutto liscio?

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Pere Bruegel il Vecchio, Torre di Babele (1563) (Immagine d'archivio)  Pere Bruegel il Vecchio, Torre di Babele (1563) (Immagine d'archivio)

L'introduzione dell'insegnamento di discipline non linguistiche (Dnl) secondo la metodologia Clil nei licei linguistici (in Italia sono 607) e negli istituti in cui sia attivato un insegnamento linguistico, a partire dall'anno scolastico in via di chiusura, è una partita sempre aperta, sulla quale vale la pena offrire qualche dato e spendere alcune riflessioni.

Per il personale Dnl in servizio il Miur ha previsto dall'aprile 2012 una serie di azioni secondo la modalità dei corsi di formazione in servizio finalizzati a: 1) acquisizione delle competenze sulla metodologia Clil; 2) acquisizione delle competenze linguistiche fino al raggiungimento del livello C1 nel Qcer, il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le Lingue, a sei livelli, di cui C1 rappresenta il penultimo.

Successivamente il Miur ha affidato all'Indire il compito di stabilire accordi con le strutture universitarie per la realizzazione di 30 corsi metodologico-didattici e 50 corsi per l'acquisizione delle competenze linguistico-comunicative. 

Secondo i dati ministeriali, altre volte menzionati in queste pagine, nell'anno scolastico 2012-2013 circa 1.000 docenti dei licei linguistici avrebbero dovuto frequentare i corsi metodologico-didattici presso le università e 2.750 i 50 corsi linguistici. Altri 2.500 docenti sarebbero coinvolti nella formazione a partire dal 2013-2014, su un totale di richieste di circa 16.000 docenti.

Ricordiamo anche che nell'anno scolastico 2013-2014 nelle classi quarte dei licei linguistici la didattica si svilupperà con una seconda disciplina insegnata in un'altra lingua straniera. In tutti gli altri licei e negli istituti tecnici, gli insegnamenti Clil saranno attivati nelle classi quinte nell'anno scolastico 2014-2015.

Con decreto dello scorso aprile 2013, la Direzione generale per il Personale scolastico ha comunicato ai direttori generali degli Uffici scolastici regionali le reti regionali dei licei linguistici a supporto della metodologia Clil e dei corsi di formazione didattico-metodologici per i docenti (20 crediti formativi universitari).

La nota è piuttosto articolata: informa anzitutto che la rete dei linguistici è stata formalizzata con un apposito accordo tra il Miur e i dirigenti scolastici delle scuole capofila individuate in ogni regione italiana; ricorda che le attività di perfezionamento organizzate dall'Indire sono rivolte ai docenti delle scuole statali, purché siano almeno 30 per ogni corso; affida agli uffici regionali, "al fine di soddisfare i bisogni di formazione del territorio", il compito di coinvolgere le università e le istituzioni scolastiche, sia statali che paritarie "per favorire l'organizzazione di ulteriori corsi finanziati con risorse autonome"; invita ancora i medesimi uffici a costituire comitati regionali di coordinamento reti Clil, finalizzati ad organizzare questi corsi "ulteriori" in collaborazione con le strutture universitarie, le associazioni professionali dei docenti, gli enti locali.



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COMMENTI
15/07/2013 - Un po' di cronistoria... 2 (Franco Labella)

Siamo alle solite, l'armata Brancaleone del cambiamento è un po' stracciona, diciamo priva di risorse e di prospettive. Quando saranno maturi i tempi per un primo giudizio sul riordino della Gelmini? Il CLIL lo mettiamo in conto insieme con un orario curricolare del biennio inferiore alla scuola media? Alla eliminazione del Diritto, della Geografia e della Storia dell’arte? Alla riduzione delle ore di laboratorio nei professionali? Mi fermo qui… Per ora. Perché le "riforme epocali" purtroppo si rivelano quelle che sono solo con i danni alle giovani generazioni. Ma tanto siamo un Paese di vecchi e per vecchi..

 
15/07/2013 - Un po' di cronistoria... (Franco Labella)

Non so se Foschi ha seguito la vicenda CLIL sin dall'inizio. A beneficio dei lettori ricordo che quando, per effetto del riordino Gelmini, fu previsto il CLIL in parecchi (me compreso) si chiesero se fosse una ragionata previsione o una propagandistica fuga in avanti. Ne scrissi con ironia qui e correva l'anno 2010: http://www.unita.it/scuola/riforma-delle-superiori-1.4080 La fretta della Gelmini aveva bisogno di un "fiore" all'occhiello e il CLIL fu varato. Un anno e mezzo fa l'Amministrazione (a me è capitato di ascoltare personalmente l'ispettore di turno in un Seminario a Tivoli) sparava cifre fantasmogoriche su una partecipazione di docenti (certificati) che sembrava assai poco realistica considerando la realtà italiana. Addirittura i numeri sembravano da eccesso di offerta. La prima stranezza la si è colta quando quest'anno, nel diffondere la circolare per la formazione, si è letto che potevano partecipare docenti non certificati ma che autocertificavano le loro competenze in lingua straniera. Prima domanda: da quando ce n'erano quasi troppi ora si va a caccia di docenti non certificati? La chiusa di Foschi (è una abilitazione mascherata) in realtà sembra essere in linea con l'idea del MIUR: uno si dà da fare, magari acquisisce il B1, poi decide di fare il gran salto e a pro di che? Ma la Gelmini non era la ministra del "merito" e dei premi economici? Ed oggi non ci sono manco i soldi per i corsi di formazione?