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SCUOLA/ Se la filosofia (nei licei) non insegna più a pensare

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Raffaello, Scuola di Atene (1509-10) (Immagine d'archivio)  Raffaello, Scuola di Atene (1509-10) (Immagine d'archivio)

Lonergan, filosofo canadese, la chiamava intelligenza. Nel 1963, discutendo la posizione filosofica di Coreth, spiegava: "...Coreth accetterebbe il principio secondo il quale nihil in intellectu nisi prius fuerit in sensu (nulla è nell'intelletto se prima non arriva dai nostri sensi); ma egli dovrebbe distinguere tra il modo con cui non c'è nulla in una scatola e il modo con cui non c'è nulla in uno stomaco. Quando in una scatola non c'è nulla, la scatola non si sente vuota; quando in uno stomaco non c'è nulla, lo stomaco si sente vuoto. L'intelligenza umana è più simile a uno stomaco che a una scatola. Sebbene essa non possegga le risposte e sia quindi vuota, nondimeno essa pone domande".

Che la scuola ce le tenga vive, queste domande che noi siamo. O almeno che... desista dal perpetuarsi nella forma di un sistema che ce le fa sentire come inutili, estranee.

La filosofia è anche e soprattutto continuare a domandare, e quindi a pensare.

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COMMENTI
16/07/2013 - Sì la filosofia insegna a pensare! (Gianni MEREGHETTI)

QUESTA PARTE DELL'ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO spiega bene quale sia anche la questione dell'insegnamento della filosofia, che si passi dall'apprendimento alla conoscenza, ossia a far proprio ciò che si impara. HA SCRITTO IL PAPA NELLA LUMEN FIDEI: conoscenza della verità e amore 26. In questa situazione, può la fede cristiana offrire un servizio al bene comune circa il modo giusto di intendere la verità? Per rispondere è necessario riflettere sul tipo di conoscenza proprio della fede. Può aiutarci un’espressione di san Paolo, quando afferma: « Con il cuore si crede » (Rm 10,10). Il cuore, nella Bibbia, è il centro dell’uomo, dove s’intrecciano tutte le sue dimensioni: il corpo e lo spirito; l’interiorità della persona e la sua apertura al mondo e agli altri; l’intelletto, il volere, l’affettività. Ebbene, se il cuore è capace di tenere insieme queste dimensioni, è perché esso è il luogo dove ci apriamo alla verità e all’amore e lasciamo che ci tocchino e ci trasformino nel profondo. La fede trasforma la persona intera, appunto in quanto essa si apre all’amore. È in questo intreccio della fede con l’amore che si comprende la forma di conoscenza propria della fede, la sua forza di convinzione, la sua capacità di illuminare i nostri passi. La fede conosce in quanto è legata all’amore, in quanto l’amore stesso porta una luce. La comprensione della fede è quella che nasce quando riceviamo il grande amore di Dio che ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi ...