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SCUOLA/ Imparare a scrivere "smontando" i giornali: ecco come fare

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Gli esercizi proposti nel libro sono di tre tipi: cloze ("ricostruzione di un brano tramite il reinserimento di alcune parole precedentemente cancellate secondo vari criteri"); la "ricerca dell'intruso" (sostituzione di una parola nel testo originale con un'altra di significato opposto: lo studente deve individuarla e sostituirla con l'originale); individuazione di una parola partendo dalla sua definizione.
Anche per gli esercizi, peraltro sempre molto stimolanti e la cui soluzione è fornita alla fine del volume, l'aspetto più interessante è che essi, per esplicita dichiarazione dell'autore, si propongono soprattutto come esempio di un metodo di lavoro, che il docente – destinatario prioritario del volume, non a caso non pubblicato nella manualistica scolastica – può seguire a sua volta, creando quesiti analoghi su altri testi: La batteria di domande va considerata in primo luogo come una proposta per costruire quesiti equivalenti, ricavandoli da altri testi (ibidem, p. XXI).
L'opera di Luca Serianni ha già ricevuto autorevoli recensioni ("Leggere meglio per scrivere bene. E diventare cittadini più attivi", di Luca Mastrantonio, Corriere della Sera, 19 aprile 2013), in cui tra l'altro si sintetizzano le proposte che il linguista avanza nel libro riguardo alle tipologie della prova scritta di italiano dell'esame di Stato conclusivo della secondaria superiore, proposte che non è quindi qui il caso di riproporre.
Credo valga la pena invece sottolineare un ulteriore aspetto per cui l'autore va controcorrente: il fatto che egli abbia scelto di trarre gli esempi di testi "ben scritti" dalla saggistica, dalla tanto spesso vituperata prosa giornalistica contemporanea ("A differenza di molti miei colleghi … sono convinto che i giornali italiani siano mediamente scritti bene; e ottimamente nelle parti costitutive, come l'editoriale e i commenti degli opinionisti", ibidem, pg. VIII) e, cosa inaudita!, da testi di studenti (si veda la sezione Scritture adolescenti, penultima del volume).  Il messaggio è chiaro e più volte esplicitato: sostituiamo al lamento sulla tragica situazione del presente la capacità di individuare il bene, di valorizzarlo e la volontà di imparare da esso.
I brani proposti, distinti per tipologia di testo – rispettivamente La scrittura giornalistica (brani 1-7); La saggistica (brani 8-13); La divulgazione (brani 14-16), le già citate Scritture adolescenti e Articoli di cronaca - e, all'interno di ciascuna tipologia, distinti per il contenuto, sono tratti dai maggiori quotidiani italiani ("Corriere della Sera", "La Repubblica"), talvolta dai loro inserti o supplementi ("Il Venerdì di Repubblica", "Io Donna", "Sette", "Style", ecc.), oppure da periodici più specialistici ("Cartabianca", "Italianieuropei", "Vita e Pensiero", ecc.). Le firme sono tutte autorevolissime; gli argomenti, e di conseguenza i registri linguistico-stilistici sono i più vari – si spazia dalla politica estera all'articolo di intrattenimento alla medicina −. 



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COMMENTI
18/07/2013 - Speriamo che serva (Sergio Palazzi)

Non conosco il testo di Serianni, vedrò di procurarmelo. Mi incuriosisce che finalmente si costruisca una antologia di "testi da leggere" davvero ad ampio spettro. Spero ne possa nascere un confronto. Al di là del metodo specifico dell'autore, la lettura commentata del testo e l'abitudine alla comprensione del linguaggio servono sia a "loro" sia a "noi", visto come sono cambiati in fretta gli atteggiamenti verso le forme di comunicazione. Sarebbe troppo facile insistere ancora su quanti colleghi di lettere non ritengano essenziali i testi originali ma usino solo gli apparati critici, magari riassunti... ma può essere utile, vien da dire, persino quella forma pedante e risaputa ormai nota come "tipologia A" e di cui si è scritto qui di recente. Uso la lettura guidata (di solito, al proiettore) per spiegare chimica e varie discipline tecniche collegate, sia perché i testi che circolano hanno spesso dei contenuti opinabili che vanno discussi e confutati nel merito, sia perché la disabitudine alla lettura di molti li rende incapaci di studiare efficacemente anche su testi che, a parere di un adulto, sembrerebbero molto semplici; anzi, quando mi capiterà di avere di nuovo delle classi "basse" e non le solite quarte/quinte, credo che l'adotterò come metodo sistematico. Peraltro, è vero che molti ragazzi sanno scrivere in modo originale, personale e critico, e che meriterebbero di essere valorizzati e sostenuti in tutto il loro percorso di crescita, con ogni mezzo disponibile.