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SCUOLA/ Imparare a scrivere "smontando" i giornali: ecco come fare

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"Cosa deve fare mio figlio per imparare a scrivere, professoressa? Eppure legge molto!" Spesso chi insegna italiano si è sentito ripetere questa frase, da parte di genitori più o meno tuttologi ed autoreferenziali.
Ma il passaggio che talvolta anche l'insegnante sembra dimenticare o dare per scontato è che ciò che viene letto, perché possa essere utile a tutti i livelli, deve essere capito, nel senso etimologico del termine, cioè afferrato e fatto proprio dal lettore, non solo negli aspetti contenutistici, ma anche, e soprattutto, in quelli formali, che del contenuto sono fondamentale veicolo. "Scrivere bene significa anche leggere bene, non solo comprendendo parole e frasi, ma cogliendo le sfumature e le implicazioni del discorso e, eventualmente, l'intento persuasivo dell'autore": così Luca Serianni nell'Introduzione al suo ultimo libro, Leggere scrivere argomentare. Prove ragionate di scrittura, uscito per i tipi di Laterza in primavera. L'opera è, come recita il titolo, una guida alla composizione scritta di testi argomentativi. Fin qui sembra non ci sia nulla di nuovo: anche la manualistica, scolastica e non, pullula di guide più o meno ragionate alla scrittura (creativa, argomentativa, per l'esame di Stato, ecc.). La novità dell'opera di Serianni è tutta sul versante metodologico: l'autore infatti non propone regole e procedimenti teorici, che inevitabilmente finiscono per risultare, a docenti e ancor più a discenti, astratti e quindi inutili; egli parte dall'oggetto che vuole insegnare a realizzare – testi argomentativi giornalistici -, lo smonta e lo analizza, per far vedere come è costruito, in modo che l'aspirante scrittore possa ricavarne elementi per migliorare la propria tecnica di scrittura: "L'intento di questo libro è insieme umile e ambizioso: illustrare, commentando un certo numero di brani contemporanei, come funziona un testo ben costruito; che cosa se ne può ricavare attraverso una lettura attenta a cogliere il rapporto tra contenuti, espliciti o impliciti, ed espressione linguistica; quali esercizi e operazioni di smontaggio possono servire, entrando nel laboratorio di uno scrivente esperto, perché chi esperto non è migliori la sua abilità di scrittura" (ibidem, p. X). 

Altro effetto "salutare" e assolutamente non secondario di un simile approccio ai testi è quello di affinare la sensibilità linguistica, testuale e, perché no, letteraria, del lettore. Si tratta insomma di portare ad acquisire la capacità di gustare prima e produrre poi quei testi che anche dal più recente lessico didattico-ministeriale vengono definiti "complessi" (si veda l'allegato A delle Indicazioni Nazionali per i Licei del 2010, dove tra i risultati di apprendimento attesi per l'area linguistico comunicativa si colloca anche quello di "saper leggere e comprendere testi complessi di diversa natura, cogliendo le implicazioni e le sfumature di significato proprie di ciascuno di essi, in rapporto con la tipologia e il relativo contesto storico e culturale", che segue immediatamente il primo obiettivo di apprendimento, cioè "dominare la scrittura in tutti i suoi aspetti, … modulando tali competenze a seconda dei diversi contesti e scopi comunicativi").



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COMMENTI
18/07/2013 - Speriamo che serva (Sergio Palazzi)

Non conosco il testo di Serianni, vedrò di procurarmelo. Mi incuriosisce che finalmente si costruisca una antologia di "testi da leggere" davvero ad ampio spettro. Spero ne possa nascere un confronto. Al di là del metodo specifico dell'autore, la lettura commentata del testo e l'abitudine alla comprensione del linguaggio servono sia a "loro" sia a "noi", visto come sono cambiati in fretta gli atteggiamenti verso le forme di comunicazione. Sarebbe troppo facile insistere ancora su quanti colleghi di lettere non ritengano essenziali i testi originali ma usino solo gli apparati critici, magari riassunti... ma può essere utile, vien da dire, persino quella forma pedante e risaputa ormai nota come "tipologia A" e di cui si è scritto qui di recente. Uso la lettura guidata (di solito, al proiettore) per spiegare chimica e varie discipline tecniche collegate, sia perché i testi che circolano hanno spesso dei contenuti opinabili che vanno discussi e confutati nel merito, sia perché la disabitudine alla lettura di molti li rende incapaci di studiare efficacemente anche su testi che, a parere di un adulto, sembrerebbero molto semplici; anzi, quando mi capiterà di avere di nuovo delle classi "basse" e non le solite quarte/quinte, credo che l'adotterò come metodo sistematico. Peraltro, è vero che molti ragazzi sanno scrivere in modo originale, personale e critico, e che meriterebbero di essere valorizzati e sostenuti in tutto il loro percorso di crescita, con ogni mezzo disponibile.