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SCUOLA/ Videoforum su "Repubblica", tutto quello che il ministro Carrozza non ha detto

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (InfoPhoto)

Con quali risorse, poi, per essere "funzionali" al "servizio pubblico scolastico", secondo quali standard, verifiche, forme di adattamento? Perché questo è il problema-tabù: il senso del "servizio", cioè la cultura dei risultati, sapendo comunque della problematicità del nesso processi-prodotti.

Questo è dunque il mondo reale, questo è ciò che già avviene nel mondo del lavoro. Ma la nostra pubblica amministrazione, comprese la scuola e l'università, sembra vivere su un altro pianeta.

Questa riscoperta del senso del "servizio", secondo modalità sussidiarie, assieme alla piena valorizzazione della passione e competenza dei migliori docenti, è rimasta solo sullo sfondo delle battute del ministro. Tutte ancora pensate e costruite secondo quella logica centralista che è la vera piaga del nostro sistema formativo.

Saprà il ministro Carrozza, diversamente dal suo predecessore, incidere nella scuola reale, andando oltre la moda tutta italiana degli effetti-annuncio?



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COMMENTI
07/08/2013 - insegnanti bravi e meno bravi (roberto boggiani)

Leggo sempre con molta attenzione gli articoli del "preside" Gianni Zen e devo dire che abbiamo idee molto diverse sull'autonomia. Mi sembra che il fatto di prevedere un colloquio con gli insegnanti prima di essere assunti in una data scuola (ovviamente con i dovuti contrappesi come dice nell'articolo) sia un modo per "scegliersi" gli insegnanti a proprio uso e consumo. Per non parlare della distinzione tra insegnanti "bravi" e insegnanti "meno bravi". Addirittura gli insegnanti "bravi" dovrebbero svolgere il lavoro degli insegnanti "meno bravi" Mi chiedo solo una cosa: ma chi è che decide se un insegnante è bravo o meno bravo? Quando andavo a scuola ho avuto insegnanti che (ovviamente secondo me) erano bravi ed altri meno bravi. Quando (sempre secondo me) un insegnante non era bravo io di buona lena mi mettevo da solo e studiavo da solo tutto il programma e non mi lamentavo. Ecco è questo che prima di tutto dovremmo insegnare ai nostri alunni ad arrangiarsi quando si presentano certe situazioni e non a protestare o peggio ancora mandare a protestare i propri genitori ma di arrangiarsi. In azienda ho visto ex che alla presenza di un problema speravano che qualcun altro glielo risolvesse. Tanto nella scuola funziona proprio così. Inoltre mi permetta preside, lei afferma che la ministra Carrozza è fuori dal mondo della scuola reale in quanto di provenienza universitaria. Le chiedo solo una cosa: la ministra Gelmini era a conoscenza dei problemi della scuola reale?

 
20/07/2013 - incidere sulla scuola reale (enrico maranzana)

Il nostro sistema educativo non è ideato secondo logiche centralistiche: sono gli operatori scolastici che non hanno mostrato la maturità necessaria per affermare la propria professionalità. La scuola reale non coincide con l'istituzione scuola: il calduccio dell'ala materna è irresistibile! Ho commentato l'intervista del ministro [in rete "L'omologazione del pensiero del ministro MC Carrozza"] per mostrare la perfetta continuità con gli indirizzi dei precedenti governi. I problemi di fondo del nostro sistema educativo non sono stati percepiti.