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SCUOLA/ Un prof: cari studenti, non dimenticate mai l’"affetto" che vi muove

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L'affettività può sanare la frattura tra una volontà fragile e malata e una ragione che, se utilizzata senza incrostazioni, sa discernere il bene dal male. Per questo una compagnia umana e un'amicizia sono strumenti imprescindibili per mantenere desta la domanda, per ricercare e per operare. 

Nella poesia «I due orfani» appartenente a I primi poemetti Pascoli ci racconta di due bimbi che, una sera, spaventati per un temporale, nella loro camera non riescono a prendere sonno e cercano di farsi compagnia parlando e riempiendo il silenzio con le parole. Ogni rumore, anche il più impercettibile, provoca in loro una sensazione di pericolo. I due bimbi sono ora più buoni solo perché non hanno più nemmeno il coraggio di giocare e di litigare, ora che non ci sono più i genitori. I bimbi fanno i capricci perché sanno che c'è qualcuno che li ama e che è disposto a perdonarli e ad abbracciarli nonostante i loro difetti e i loro continui errori. 

Nella vita di un bimbo non è importante essere buono, ma avere il volto amoroso della mamma al fianco, sapere di poter contare su di lei, che è presente anche quando si trova in un'altra camera e quando il lume fioco della lampada si intravede solo dalla serratura. Il perdono è il dono più grande che ci sia stato fatto, è l'abbraccio della nostra persona nonostante i nostri limiti e le nostre mancanze. Quando non c'è una presenza amorosa che lo abbracci e che gli voglia bene, l'uomo è incapace di affrontare la realtà, è preso dal dubbio e dalla paura, che può tramutarsi in angoscia. Perché l'uomo possa vivere con entusiasmo e con baldanza deve riconoscere una presenza buona che gli permetta di rialzarsi nonostante tutti gli errori che può compiere. 

Al parco giochi, l'altro giorno, un bimbo stava scendeva dallo scivolo e si divertiva sull'altalena alla presenza di sua madre. Ad un certo punto questa si distrae e si mette a parlare con un'amica. Allora il bimbo si ferma, perché non si diverte più e, triste, chiede: «Che senso ha che io giochi se nessuno mi guarda?». Noi tutti siamo come questo bimbo che ha bisogno di essere guardato mentre corre, si diverte ed è felice. La felicità è tale solo se può essere condivisa, come pure la bellezza può essere gustata solo quando possiamo assaporarla con qualcun altro. Ricordatevi sempre che potrete apprezzare pienamente i risultati che conseguirete nella vita se ci sarà qualcuno con voi che vi ama e vi apprezza.   

Sant'Agostino afferma che «siamo quello che amiamo» o, per dirla con San Tommaso, «la vita di un uomo consiste degli affetti che maggiormente lo sorreggono». L'affetto non è, quindi, sinonimo semplicemente di «sentimento», ma definisce il legame provocato dal fascino della bontà, della verità e dell'amore. 



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