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SCUOLA/ Un prof: cari studenti, non dimenticate mai l’"affetto" che vi muove

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La responsabilità di una persona, ragazzo o adulto che sia, si configura come la risposta alla verità incontrata; l'«io» si mette in azione, esce da sé e va verso l'altro. In questo movimento di uscita dal proprio ego l'io si conosce in azione e scopre la dinamica fondamentale della persona come rapporto strutturale con un altro. 

Ogni uomo non deriva da sé, ma da qualcuno che l'ha voluto. Ciascuno di noi è stato chiamato e la vita si presenta come risposta alla vocazione, alla chiamata alla vita, ad un compito. La prima esperienza che fa l'uomo è quella di essere amato. Solo dall'esperienza di essere amato l'uomo può, a sua volta, imparare ad amare. La verifica della corrispondenza tra l'amore e la nostra letizia è indispensabile per comprendere la natura umana e la sua dinamicità. La legge fondamentale dell'animo è l'amore. La legge dell'animo e la legge della realtà coincidono. 

Per questo l'amore può essere anche espresso come un abbraccio dell'essere e del Mistero nella modalità in cui lo incontriamo nella circostanza. Anche la scoperta dei nostri talenti diventa consapevolezza di un dono che ci è stato fatto e di cui si è responsabili. Cercate di smentire chi vi sottovaluta e di non deludere chi vi stima. Nessun piano di studi lo prevede, nessun ufficio del personale ve lo proporrà mai, ma è un bel progetto. L'entusiasmo di queste ultime settimane è un buon combustibile e accende il fuoco del cambiamento. Questo fuoco va mantenuto, alimentato, ravvivato.

Nel salutarvi vogliamo ringraziare quanti hanno agevolato e permesso la nostra attività educativa, dalla preside al direttore ai genitori e a tutti quanti in modi diversi hanno collaborato nel nostro percorso.



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