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SCUOLA/ Ricci (Invalsi): le prove 2013 "salvano" la scuola media

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Si concentrano in alcune aree del Paese, in particolare, anche se non esclusivamente, a Roma o in Toscana.

Si stanno muovendo enti e organizzazioni per togliere la valutazione della prova Invalsi di terza media dal voto-giudizio finale. Che cosa pensate in proposito?
Sicuramente la valutazione standardizzata all'interno dell'esame di Stato a conclusione del primo ciclo assume delle caratteristiche particolari e deve portare a riflettere su tutto l'esame, ossia sul suo impianto generale e non solo sulla cosiddetta Prova nazionale. Ritengo, tuttavia, che toglierla dalla valutazione conclusiva sarebbe un grave errore, poiché cancellerebbe dall'esame l'unico elemento di standardizzazione, rendendo, di fatto, scarsamente informativo l'esito dell'esame stesso.

Si spieghi.
Se si affronta concretamente il problema della valutazione della prova nazionale ci si può facilmente rendere conto che il peso effettivo da essa esercitato sul voto finale di licenza è molto modesto; d'altra parte la prova nazionale consente di introdurre un elemento di oggettività prima sconosciuto che, invece, è concettualmente inscindibile dall'idea stessa di un esame di Stato.

In altri termini?
Non mi pare coerente volere mantenere un esame di Stato eliminandone però l'unico elemento di valutazione oggettiva che ne dovrebbe rappresentare l'elemento distintivo, anche se non esclusivo.



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COMMENTI
22/07/2013 - Un modello di oggettività (Giorgio Israel)

Il dott. Ricci taccia le critiche di disinformazione e si ripropone il ritornello dell'oggettività. Ma non si frena dal sentenziare, per esempio, sulla matematica, su cui non gli riconosco alcuna specifica competenza. Ritengo di averne più di lui e ho proposto una critica dettagliata dei test di matematica che ritengo cattivi, altro che oggettività. Ma lui va avanti ignorando il merito delle critiche, modello di disinformazione, mancanza di oggettività, fino al disprezzo delle competenze altrui. Questo è l'esempio che sta offrendo l'Invalsi. E su queste basi pretende pure di controllare l'esame di terza media.

 
22/07/2013 - Orizzonti e coordinate (Sergio Palazzi)

A differenza di molti, non sono certo un detrattore a priori dell'Invalsi. Oltretutto sono convinto che fin quando non si spazzerà via l'idea di esame di stato, il metodo delle prove Invalsi possa dare giudizi più solidi rispetto alle stantie prove tradizionali. Eppure credo sia opportuno un cambio di prospettive nell'interpretazione dei dati, come confrontare tout court i "licei" con gli "istituti tecnici". Stante che il marchio di liceo si è progressivamente concesso a scuole che fino a ieri erano di tipo professionale, cambiandone il nome senza migliorare la loro base d'utenza, ma anzi con forti dubbi sul miglioramento della proposta formativa. Stante che il mito del liceo di qualità va poco d'accordo con la sua massificazione. Stante infine che gli Istituti Tecnici di grande tradizione e valore sono relativamente rari nel Sud, mentre nei distretti innovativi del Centro-Nord sono spesso l'elemento portante di cultura ed economia locale, continuare ad aggregare le categorie in questo modo pare fuorviante. Semmai, un segno di grave inadeguatezza delle scuole medie è che sistematicamente "orientano" gli studenti "così così" verso gli impegnativi Istituti Tecnici (di cui tra l'altro abbassano lo score), privando però di una seria opportunità di vita tanti studenti validi che vengono sviati verso l'area liceale. "Dis-orientamento" prospettico analogo a collocare l'Abruzzo nel Sud, dato che è quasi per intero a nord di Roma: in senso geografico, ma forse anche socioeconomico...