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SCUOLA/ Concorso presidi, perché i burocrati non si possono mai bocciare?

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La vicenda del concorso per dirigenti scolastici in Lombardia sembra giunta al suo epilogo: l'Ufficio scolastico della Lombardia ha infatti iniziato il 19 luglio scorso ad ottemperare al disposto della sentenza del Consiglio di Stato che ha posto fine ad un iter processuale iniziato il 17 luglio 2012 quando, accogliendo le doglianze di un gruppo di ricorrenti, il Tar della Lombardia annullava le prove scritte del concorso a causa della trasparenza delle buste che, in astratto, ledeva il principio cardine in un concorso pubblico, l'anonimato.

Negli uffici milanesi è arrivata pertanto da Roma Carmela Palumbo, direttore generale del Miur, una sorta di "commissario ad acta", per dare avvio alle operazioni di ricostituzione dei plichi contenenti gli elaborati scritti (trasmesse addirittura in diretta streaming) che dovranno successivamente essere ricorretti da una nuova commissione. È una situazione paradossale ed inedita: mai era accaduto che un concorso fosse ritenuto valido nella sostanza ma annullato nella forma. Viene infatti confermata la validità degli scritti, ma astrattamente considerato violato il principio dell'anonimato, il che impone la ricorrezione. 

La sentenza dei giudici di Palazzo Spada sta facendo discutere moltissimo, e non solo nel mondo della scuola. La complessità della procedura prescritta e la sua delicatezza sono confermate dal fatto stesso che la Palumbo ha disposto che, dopo due sessioni svoltesi negli uffici dell'Usr, le operazioni riprendano mercoledì 24 presso l'Istituto Steiner. Forse il commissario ha rilevato gli estremi di un possibile conflitto di interesse? Forse perché alcuni di coloro che hanno ottenuto l'annullamento delle prove siedono in quegli stessi uffici?

Di certo i 406 insegnanti proclamati idonei dalla commissione esaminatrice hanno concluso ormai drammaticamente un anno durissimo, reso ancora più gravoso dall'essere stato preceduto da un lungo periodo di studio e di esami: una specie di incubo che è bene riassumere per sommi capi.

In Lombardia i posti messi a concorso erano 355 e i concorrenti sono stati, all'inizio, circa 4000. Le prove si sono svolte il 12 ottobre (prova preselettiva) e il 14 e 15 dicembre 2011 (due prove scritte, affrontate da 964 candidati); il 19 aprile 2012 viene pubblicato l'elenco degli ammessi alle prove orali (476 docenti in tutto). Dal mese di maggio 2012 al 29 giugno si svolgono le prove orali, alla conclusione delle quali risultano idonei 406 docenti. Tuttavia l'Usr Lombardia esita a pubblicare la graduatoria definitiva di merito e, nonostante una sua nota emanata a fine giugno in cui dichiarava il calendario di massima delle operazioni che prevedeva la pubblicazione della graduatoria di merito intorno al 5 luglio, ciò non accade. Il 2 luglio il Tar Lombardia avrebbe infatti dovuto esprimersi su un ricorso pendente circa l'ammissione agli orali di 104 candidati esclusi (tra i quali anche dipendenti dell'Usr stesso), ma in quella data l'udienza viene rinviata al 17 luglio. L'Usr non provvede però a pubblicare la graduatoria ormai dovuta agli idonei, ma attende ed ammette in autotutela agli orali un gruppo di ricorrenti. Purtroppo il 18 luglio il Tar Lombardia annulla le prove concorsuali.



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