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SCUOLA/ Inglese vs. italiano, ecco perché il Tar ha bocciato i "talebani"

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Il risultato è che l'autonomia delle università ne risulta vieppiù valorizzata e responsabilizzata, soprattutto in ordine alla scelta sulle discipline e sui percorsi professionalizzanti o di ricerca che si possano di volta in volta immaginare: sia per gli scenari più tipicamente territoriali e italiani, sia per le prospettive viceversa internazionali o globali dell'offerta formativa. E chissà che, accanto a corsi in lingua inglese, francese, spagnola o tedesca, spuntino presto corsi in lingua araba o cinese, e che, nei normali insegnamenti in lingua italiana, i docenti siano più attenti all'uso fin troppo disinvolto che i nostri studenti fanno della tanto gloriosa lingua madre. 



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