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SCUOLA/ Concorso presidi, tre mosse per "smontare" il patto burocrazia-sindacati

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La bozza dell'art. 17 che doveva andare giovedì 8 al Consiglio dei ministri introduceva la possibilità di conferire in via straordinaria incarichi di presidenza, per il solo 2013/2014 "al fine di consentire l'avvio del regolare anno scolastico" in deroga al DL n. 7 del 31 gennaio 2005 (che eliminava gli incarichi usati fino ad allora), tra gli altri a "soggetti che hanno ottenuto l'annullamento degli atti del concorso bandito nella regione Lombardia ai sensi del Ddg del 13 luglio 2011 e ai controinteressati nel relativo giudizio, nei limiti di spesa già previsti in relazione alla autorizzazione alla copertura di posti disponibili dell'area V" cioè nei limiti di 355 posti già autorizzati dal Mef. La soluzione era provvisoria, straordinaria e sarebbe cessata "alla data di nomina dell'avente diritto".

L'intervento degli incarichi era scritto in modo da essere anche pienamente  rispettoso del giudicato del Consiglio di Stato, senza prefigurare alcuna di quelle sanatorie alle quali invece Parlamento e Ministero ci ha abituato per decenni.

Nel frattempo si era avviata la procedura di esecuzione della tanto criticata Sentenza del Consiglio di Stato (la n. 3747 dell'11 luglio 2013). Ora si attende la nomina della nuova commissione, della quale il Miur non ha ancora risolto se sarà regionale o centrale.

L'Ufficio scolastico regionale questa settimana ha dovuto per dovere avviare la raccolta della disponibilità alle reggenze  dei dirigenti scolastici in servizio. 471 sono le sedi a tutt'oggi da coprire. A queste si aggiungono anche circa 120 istituzioni scolastiche da assegnare ad altro diverso titolo (sottodimensionate, nuovi Centri per adulti, sedi vacanti in forma provvisoria). Con questi numeri (come si sapeva da mesi) il numero di dirigenti scolastici titolari in servizio probabilmente non basterà neppure a coprire tutte le reggenze da assegnare. Anche se purtroppo il triste fenomeno di colleghi che ne chiedono più di una è già accaduto in passato.

Prima di valutare quanto accaduto, la posta in gioco e le prospettive a breve, occorre anche ricordare accennare al problema della verifica delle responsabilità. A tutt'oggi il ministero non ha avviato in forma diretta alcun provvedimento disciplinare verso dirigenti o funzionari responsabili del danno attuato alle scuole e alle persone. Purtroppo risulta che solo un funzionario dell'Usr Lombardia sia stato "spostato": è il solito sistema di colpire i sottostanti senza tirare in causa chi dirigeva ai vari livelli (regionale e nazionale) tutta la procedura del concorso!

L'unico annuncio il ministro Carrozza l'ha fatto in aula il 24 luglio segnalando di aver "disposto la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti perché valuti le eventuali responsabilità per danno erariale". Ma rispetto a tutto il grave danno giuridico, personale ed organizzativo causato (e che si causerà) lo stesso ministro nello stesso intervento rimandava ogni intervento a "quando i diversi contenziosi in atto saranno definiti". Ma è seriamente immaginabile che vi sarà termine a quella che giustamente Tuttoscuola ha definito "l'orgia dei ricorsi"? E quindi, a quando verifiche disciplinari e di responsabilità a tutti i livelli?



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