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SCUOLA/ Concorso presidi, tre mosse per "smontare" il patto burocrazia-sindacati

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Ancora una volta (e purtroppo, va detto, senza la necessaria consapevolezza da parte di tutti gli interessati) i dirigenti scolastici diventano capri espiatori di tutti i guai della scuola "responsabili di tutto ma con nessuna possibilità di vera decisione dal punto di vista del governo".

Fior di ricerche e dichiarazioni generali sostengono l'importanza di una positiva, stabile e competente direzione delle istituzioni scolastiche. Per questo le scuole hanno diritto, e con esse le comunità locali, le famiglie e gli studenti, ad una direzione stabile, presente, efficace, per garantire il meglio del servizio all'istruzione dovuto a tutti allo stesso modo ed alle stesse condizioni. Ma questo riconoscimento non corrisponde, poi, agli interventi necessari per garantirlo: spesso capita di constatare quanto resti bassa l'attenzione sociale e politica ad una scuola che funzioni bene, salvo poi sbattere in prima pagina i casi di malfunzionamento.

Proprio per questo l'associazione professionale Disal sta proponendo ad ogni livello un Manifesto di mutamenti necessari per una direzione delle scuole che possa tornare a curare la prioritaria azione educativa e di istruzione.

Invece una buona dose di ipocrisia (oltre alla mala politica e amministrazione) si è nuovamente rivelata a governo della scuola italiana: grandi dichiarazioni e convegni contrapposti alla vita delle scuole di ogni giorno, dove a pagarne saranno non certo chi prenderà reggenze senza farsi vedere a scuola, né (almeno a tutt'oggi) chi, avendo funzioni dirigenziali regionali o nazionali, ha creato il danno.

Sembra una attuale conferma delle tesi di Vaclav Havel: un sistema contro la persona non si regge solo su chi esercita il potere, ma anche sulla connivenza di tutti coloro che in forma diretta o indiretta ne accettano le forme di esercizio.

3. Chi lucidamente non accetta questo stato di cose ed ama la realtà della scuola di oggi, sa bene che, contrariamente a quanto sostiene l'alleanza burocrazia-sindacati, nel medio e lungo periodo non se ne uscirà mai senza una effettiva autonomia delle istituzioni scolastiche nel reclutamento diretto di tutti gli operatori della scuola, compreso il dirigente scolastico.

Sono certo ragionevoli le proposte di taluni quali l'accelerare i concorsi, il migliorarne il funzionamento o perfezionarne le tecniche. Ma è troppo evidente da diversi anni che questa via in Italia non pare funzionare.

Ora, per evitare in extremis alle scuole lombarde i danni descritti, restano poche ma chiare possibilità, che potrebbero essere sollecitate da azioni anche oppositive.

Innanzitutto una nuova decisione del ministro Carrozza a ripresentare migliorato e corretto il provvedimento urgente che non è entrato nel DL D'Alia. Si potrebbe fare entro il Consiglio dei ministri che pare anticipato a fine agosto, delineando con precisione un testo che istituisca un "incarico temporaneo di dirigenza" limitatamente all'anno scolastico 2013/14, fino alla nomina degli aventi diritto e senza che ciò prefiguri titolo professionale per il futuro.



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