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SCUOLA/ Concorso presidi, tre mosse per "smontare" il patto burocrazia-sindacati

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Se questo accadesse anche nella seduta dell'8 settembre − e quindi dopo le nomine delle reggenze che, in questo caso, dovrebbero esser assegnate con riserva − la norma potrebbe prevedere che gli incarichi (o altra forma giuridica diversa da quella dell'ex DL 7/2005 ma con le piene potestà di firma ed il necessario riconoscimento economico) vengano eccezionalmente ed immediatamente dati ai docenti vicari delle scuole vacanti o (in caso di rinuncia) ad altro docente disponibile indicato dal Collegio docenti, così da garantire tutto l'anno scolastico, escludendo ex lege ogni  riconoscimento futuro per la funzione esercitata. Una simile procedura è stata in passato spesso usata dagli ex provveditori agli studi.

Ritengo invece che la proposta, fatta da alcuni sindacati di dare esoneri totali dalle lezioni ai docenti vicari delle scuole guidate da dirigenti scolatici reggenti esterni, possa essere ultimamente non risolutiva e in certe situazioni controproducente, rischiando di rafforzare l'assenza di un preside a pieno titolo e quindi di una guida stabile, univoca ed efficace.

Molti dirigenti scolastici lombardi in questo mese non restano ad assistere passivi e, in assenza di misure normative o amministrative valide, stanno valutando (su proposta di Disal) la possibilità di una "obiezione di coscienza" tesa ad evitare che si rinnovi per il terzo anno un ricorso dilagante e sistematico alle reggenze. Queste dovevano essere dal 2006 strumenti eccezionali, limitati nel tempo e nel numero, legate ad assenze personali di singoli. Sono invece diventate forma generalizzata, sistematica, aggravata nel frattempo da dimensionamenti delle scuole che anche in Lombardia ha raggiunto limiti oltre ogni ragionevolezza.

Costoro, pur consapevoli del rischio personale legato al carattere di obbligatorietà di servizio dell'istituto della reggenza, ritengono che il loro gesto possa divenire un estremo "grido" per il diritto delle scuole a ben funzionare e per la dignità della professione direttiva, collaborando con questa forma, certo paradossale, ultimamente alla difesa della qualità del servizio di istruzione nel suo complesso.

Resta infine urgente, in tutte le altre regioni, l'autorizzazione del Mef e del Miur a coprire tutte le sedi vacanti di dirigenza scolastica, scorrendo le graduatorie degli idonei, così da non lasciare più scuole senza direzione stabile. Così come è altrettanto indispensabile l'avvio, chiaro e trasparente da parte del ministero, di provvedimenti amministrativi e legali verso i responsabili di quanto accaduto (lo chiede la stessa sentenza del Consiglio di Stato di luglio).



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