BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Bocciature, scuole private, autonomia, valutazione: la ricetta dell'Ocse

Pubblicazione:

Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse (Infophoto)  Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse (Infophoto)

Autonomia e rendicontazione debbono andare insieme per essere positivamente efficaci. Con il termine rendicontazione non si intende nulla di fumoso e generico, ma forme differenziate di utilizzo e/o pubblicizzazione dei risultati delle valutazioni esterne. Se l'autonomia viaggia senza che nessuno ne risponda, il rischio è quello di peggiorare la situazione. Attenzione: qui i risultati sono da prendere con cautela, sia perché vengono ricavati anche da una domanda che chiede le  "impressioni" dei "presidi", sia perché in proposito le realtà nazionali sono diversissime e le definizioni si prestano ed equivoci. Un esempio: molti presidi italiani hanno considerato l'esposizione dei cartelloni dei risultati una forma di rendicontazione degli esiti.

Cosa possono fare i genitori? Molto, a quanto pare. Ma, attenzione, non tanto fare i compiti insieme agli studenti. Gli analisti rilevano l'ininfluenza di quelli che definiscono "giochetti addestrativi con le parole". Chi invece aveva chi gli leggeva libri durante il primo anno di scuola – indipendentemente dal background socio-economico della famiglia – ha ottenuto punteggi più elevati nell'indagine Pisa 2009 sulle competenze linguistiche. A quindici anni inoltre hanno una correlazione positiva le discussioni su argomenti generali o famigliari.

Viene seguito con attenzione anche il percorso degli studenti immigrati, sempre più chiaramente distinti  in studenti di prima e seconda generazione. In alcuni paesi avanzati la differenza si sta assottigliando, anche se rimane il gap. Più che il background socio-economico inferiore, sembra ovviamente contare come problema preliminare e fondamentale il possesso della lingua in cui dovranno studiare, perciò viene raccomandata come chiave per il miglioramento una efficace educazione linguistica compensativa.

Non è vero che lo status economico-sociale determina in tutto gli apprendimenti. Il 31% degli studenti provenienti da background economico-sociali svantaggiati è resiliente, cioè spicca fra i suoi pari con le stesse caratteristiche e riesce a collocarsi ai livelli più alti. Ma il fenomeno è principalmente, anche se non esclusivamente, collocato nei paesi in cui i risultati sono più alti nel loro complesso. Quali le caratteristiche di questi studenti? Fiducia in sé e motivazione, che si esplicitano in una maggiore disponibilità a scegliere materie di carattere teorico (Scienze in particolare visto che l'analisi è effettuata sui dati di Pisa 2006).

Molte altre riflessioni e spunti escono dal complesso di queste analisi. Dicono qualcosa alle politiche da adottare nel nostro paese? 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.