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SCUOLA/ I dati Invalsi e la "prova" di settembre, ecco il punto debole

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E qui cominciano i problemi. L'autovalutazione prevede "precise responsabilità in capo ai singoli dirigenti scolastici" e "linee guida" comuni per l'autovalutazione; inoltre tutto il processo "sarà potenzialmente soggetta al vaglio di team valutativi esterni" forniti, sempre da parte di Invalsi, di "protocolli operativi, oltre che di formazione e, in parte, di selezione dei componenti". E poi: come migliorare realisticamente, fruttuosamente, come avviare percorsi fluidi e articolati, in un sistema formativo che risulta poco oliato in molti suoi ingranaggi piccoli e grandi? 

È vero che l'anno scolastico 2013-14 sarà un anno di transizione nella costruzione del SNV, e che bisogna innanzitutto "trarre profitto da alcune sperimentazioni già realizzate o ancora in corso (soprattutto i progetti VSQ, Vales e Valutazione e Miglioramento)". È vero anche che l'Invalsi ha l'intenzione di "aprire una stagione di ampia e approfondita consultazione su tali questioni" e che si è ben coscienti che siamo solo all'inizio nella costruzione degli strumenti tecnici quali "criteri per l'identificazione delle scuole in condizioni critiche", "stima del cosiddetto valore aggiunto", "strumenti di ascolto sistematico e generalizzato dei punti di vista dei diversi stakeholders (in primis docenti, studenti e genitori)". Ma la percezione della vastità del cambiamento è forte, soprattutto negli ambienti più sensibili a questi temi, come i sindacati.

Una primissima iniziativa Invalsi per formare insegnanti che capiscano di statistica e di processi organizzativi (una vera "scuola estiva" che si svolgerà a fine agosto) ha suscitato forte opposizione da parte di Cgil Scuola e Gilda, che ne hanno addirittura chiesto la sospensione perché non è parsa trasparente la selezione dei candidati alla formazione: del resto è tuttora ferma la graduatoria degli aspiranti valutatori per la conclusione del progetto Vales (sono arrivate più di 5mila candidature), e non si sa chi farà parte del drappello incaricato di monitorare i "processi di miglioramento". Inoltre sono stati chiesti chiarimenti sui criteri e sugli obiettivi di questa attività e sui compiti che dovranno avere i valutatori una volta formati. È ovvio che in tema di valutazione ci sono anche pressioni politiche di varia natura e la grande rivoluzione (un cuneo che si infila nello status quo della scuola italiana) non può avvenire per mere vie normative (es. la circolare che attribuisce a Invalsi certi e determinati compiti) senza controllo "delle parti". Infatti quello che le organizzazioni sindacali contestano "è il fatto che Invalsi stia diventando ente assolutamente autonomo e svincolato dal Miur" (così la Gilda), che prenda iniziative e che tali iniziative siano come la pallina su un piano inclinato.



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