BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Facebook, quando si confonde vivere e comunicare...

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Quindi prima viene il vivere, poi il comunicare, la ricchezza della comunicazione è proporzionale all’esperienza che uno fa. Facebook ha minato questo principio del vivere, come se si potesse comunicare prescindendo dall’esperienza. Questo è inaccettabile, perché rende la comunicazione formale ed omologata.

Bisogna quindi sfidare Facebook, invertendo la linea di direzione. L’esperienza umana non può più accettare di essere ingabbiata nella rete, ma deve essere lei a determinare la comunicazione, ad imporle forme e modalità espressive. Si vuole usare Facebook? Lo si faccia, ma bisogna piegarlo ai bisogni che si hanno e non, come spesso oggi è, diventare succubi di una modalità di comunicazione del tutto omologata e uniforme. Del resto segno di vita è la ricchezza e la varietà della comunicazione, cosa che Facebook ad oggi non riesce a garantire per la rigidità delle sua forme in cui ci si deve solo inserire. E’ vero che c’è oggi un grande bisogno di comunicazione, di rapporto con gli altri, e bisogna dare atto a Facebook di averlo evidenziato, ma proprio per questo bisogna che il social network torni ad essere strumento di comunicazione e non, come spesso pretende di essere, il suo orizzonte.

C’è bisogno di attingere alla vita, questa è la sfida con cui guardare anche a Facebook!

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
17/08/2013 - Eravamo vicini...ma poi si sono inventati Facebook (maurizio candelori)

Eravamo un popolo che colmava le distanze con lettere plurifoglio e sgrammaticate che varcavano l'oceano nei molti casi di emigranti o i monti e le città negli altri.... con telefonate tirate fino all'ultimo gettone per scaldarsi con la voce della morosa o commuoversi con quella dei genitori lontani o di un amico... Si era fisicamente lontani ma si aveva immensamente chiaro il bisogno di partecipare il proprio bisogno con un altro cuore che ti voleva bene... Oggi le distanze sono state praticamente annullate con la tecnica e la tecnologia ma catturati da questi strumenti non abbiamo più il tempo di vivere per cui riempiamo la "rete" con le idee e i pensieri orfani di esperienza carnale.. cioè è come se ci fossimo presi tutto il tempo per comunicare rubandolo al vivere per cui non abbiamo più nulla da dire!! Che peccato esserci rifugiati a scrivere una mail al compagno di ufficio che siede di fronte alla nostra scivania....!!! Eravamo vicini ma poi ci siamo inventati i social network per allontanarci...