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SCUOLA/ Ai prof di storia: siate di "parte"…

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Ma il popolo nella sua maggioranza era con il patriarcato, restaurato proprio nel 1917 e affidato in prima battuta proprio a Tichon, innalzato all'onore degli altari della chiesa ortodossa russa nel 1989: da allora Santo Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. 

Furono anni, anzi decenni di sofferenze, fucilazioni, distruzioni, dispersioni nei Gulag. Fino ai non lontani anni Sessanta, quelli in cui al potere in Urss c'era Cruscev. Il potere sovietico continuava a considerare i credenti come controrivoluzionari, la Chiesa che legge nel profondo delle pieghe della storia considera quelli che muoiono a motivo della fede come martiri. 

La mostra apre ad una prospettiva di straordinaria novità, quella della chiesa ortodossa che risponde alla secolarizzazione con la canonizzazione dei suoi martiri. Compresi i Romanov: Nicola II e la sua famiglia, e con loro la servitù, massacrati a Ekaterinenburg nel luglio del 1918. La mostra spiega che furono innalzati non per il loro ascendente sul popolo, ma perché accettarono santamente il martirio. Cioè la verifica della fede alla prova della storia. 

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