BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Carrozza: formazione e assunzione dei prof, ci vuole il "modello unico"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

L'apertura della discussione sul contratto deve essere anche il momento per l'avvio di un percorso ed un ripensamento complessivo sul ruolo dell'insegnante che valorizzi l'impegno individuale, la capacità di lavorare in gruppo e l'aggiornamento. 

Per combattere la crisi occupazionale dei giovani occorre ripartire da un rapporto organico tra scuola, formazione professionale e mondo del lavoro. La legge che prevedeva la costruzione di un legame stabile attraverso la costruzione di poli tecnico-professionali che fine ha fatto?
Il rapporto tra scuola, università e mondo del lavoro è fondamentale. Sono troppi i giovani che concludono il loro percorso formativo senza aver mai fatto uno stage o un'esperienza diretta nell'amministrazione o nelle imprese. Nel Dl Lavoro abbiamo potenziato i tirocini curriculari degli studenti universitari incentivando gli atenei che li attivano. Quanto alle superiori, stiamo attivando un percorso di valutazione dell'esperienza degli Its proprio per consolidarla e far partire interventi di potenziamento delle migliori esperienze. Il sottosegretario Toccafondi si sta occupando di questo tema, e ho voluto dare una delega proprio per sottolinearne l'importanza.

In Germania il sistema duale è stato la chiave per combattere la disoccupazione giovanile, le regioni italiane dove esiste una buona formazione professionale hanno un tasso di Neet molto più basso. Che cosa intende fare per mettere a regime e rendere stabile la proposta di formazione professionale in Italia?
Stiamo lavorando su questo tema con i ministri Giovannini e Trigilia prendendo a modello esperienze straniere in questa direzione, in particolare quella tedesca che favorisce l'alternanza scuola lavoro e una più efficace immissione nel mondo del lavoro. 

Ci sono un milione di famiglie che in Italia pagano la scuola due volte: quella statale che non frequentano e quella paritaria che hanno il diritto frequentare. Questo governo come intende aiutarle?
Noi ci stiamo muovendo in linea con la legge Berlinguer per un sistema che includa le scuole paritarie come parte integrante del sistema nazionale di istruzione pubblica. Auspico un meccanismo che, pur nell'invarianza della spesa pubblica, consenta una stabilizzazione delle risorse a sostegno delle scuole paritarie in un'ottica pluriennale.

In un'intervista rilasciata prima della sua nomina a ministro, lei lamentò l'eccesso di burocrazia che grava sull'università italiana. Essa si è moltiplicata anche per volontà dei suoi immediati predecessori: ora che lei ha il potere di decidere in proposito, che cosa intende fare?
La semplificazione è una forma di innovazione. Se vogliamo essere all’altezza delle sfide europee, dobbiamo innovare semplificando. Il sistema universitario è regolato da una stratificazione caotica e spesso irrazionale di norme succedutesi nel corso degli anni. Due sono gli obiettivi: coordinare e semplificare. Riguardo al primo punto, c’è la necessità impellente di lavorare a un nuovo Testo Unico che raccolga in modo ordinato le norme e cancelli articoli, leggine, commi, laddove si hanno sovrapposizioni o, addirittura, contraddizioni. Quanto alla semplificazione vera e propria, essa va avviata subito sulle norme della didattica, sui bandi per la ricerca di base, sulle regole per i dottorati, sulle università telematiche. Soprattutto deve essere consentito alle università e ai centri di ricerca più meritevoli di fruire di percorsi agili e di un’autonomia ampia per continuare a crescere e a competere. A questo scopo ho istituito apposite commissioni che stanno ultimando i propri lavori in questi giorni. Ma la madre di tutte le semplificazioni è quella che dovrebbe consentire, con regole facili e rigorose, l’ingresso dei giovani nel mondo della ricerca. Un obiettivo ambizioso al quale sto lavorando.

In Italia vi sono voci autorevoli che affermano che vi sono troppe università, troppi corsi di laurea, troppi docenti e troppi studenti, e altre voci che sostengono il contrario. Qual è la sua posizione in proposito?

 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >