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SCUOLA/ Immissioni in ruolo, ecco il doppio errore del Miur

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Il ministero dell'Istruzione (Infophoto)  Il ministero dell'Istruzione (Infophoto)

Pur tenendo conto dell'inasprimento delle regole per l'accesso alla pensione, a seguito della riforma Fornero, è evidente che i numeri annunciati dal ministro Carrozza siano considerati insufficienti dalle stesse organizzazioni sindacali, che avevano investito tanto sul piano triennale della Gelmini. Limitare le immissioni in ruolo al numero dei pensionamenti contraddice la finalità del piano triennale Gelmini di ridurre il precariato della scuola, attraverso la riduzione degli incarichi annuali, ad invarianza di spesa pubblica. È quindi corretta la posizione di chi propone la definizione di un nuovo piano di immissioni in ruolo o la proroga di quello del 2011.

Il secondo motivo di insoddisfazione per le immissioni in ruolo di quest'anno è che le stesse possono risultare beffarde per coloro che si sono cimentati nel concorso bandito dall'ex ministro Profumo, presentato come simbolo di novità meritocratica per il mondo della scuola. 

è vero che ai vincitori di questo concorso sono riservati il 50 per cento dei posti disponibili nelle diverse classi di concorso vacanti in ambito regionale. Tuttavia, per le nuove immissioni in ruolo dei prossimi giorni si utilizzeranno le graduatorie risultanti dal nuovo concorso solo se saranno definitive entro il 31 agosto. 

Seppur vincitori, coloro che concluderanno incolpevolmente le prove concorsuali dopo il 31 agosto dovranno aspettare (e sperare) nelle immissioni in ruolo dell'anno prossimo. Non c'è quindi da stupirsi se i candidati che hanno confidato nelle assunzioni in ruolo di quest'anno possano esprimere qualche giudizio non proprio positivo sulla procedura concorsuale affrontata. 

Invece, sarebbero da rivedere i motivi delle tante critiche rivolte all'operato del ministro Gelmini. Insomma: il tempo è sempre galantuomo. 



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COMMENTI
26/08/2013 - Aquaiu' l'aqua e' fresc? (Franco Labella)

Traduco per i non partenopei: acquaiolo, l'acqua è fresca? Fa riferimento a quando l’acqua di sorgente a Napoli non arrivava con gli acquedotti ma era distribuita da venditori ambulanti a cui si chiedeva di garantire, con la domanda evidentemente retorica o che supponeva una risposta insincera, se l’acqua venduta era stata prelevata alla fonte da non molto tempo. Insomma se vuoi sapere se l’acqua è fresca non lo chiedi a chi te la sta vendendo. Che l'autore dell'articolo sia "leggermente" coinvolto, visti i suoi trascorsi di collaborazione con la giovane scrittrice di favole, nel giudizio assolutorio della Gelmini è un elemento certo. Che il tempo sia galantuomo pure... per cui fossi in Bocchieri eviterei di scrivere panegirici non molto motivati. Anche per rispetto ai precari.... se non del senso del ridicolo.