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SCUOLA/ Il prof di Saluzzo? Il vero "satanismo" è il deserto dei nostri figli

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Questo tiene lontani dai riflettori, con fastidio, i cittadini di Saluzzo. Che rivendicano il diritto ad essere trattati come tutti: un po' distratti, un po' rassegnati, nascondono voltando il capo il senso di colpa che ci pervade, quando ci scopriamo troppo indifferenti, e impotenti. Gli uomini sono tutti uguali. Le comunità pure, e le formalità col vicinato non significano rapporti stretti di frequentazione e conoscenza, tali da anticipare lo scarto, il male. La solitudine è di tutti e di ciascuno, che abiti in un condominio multipiano nel caos metropolitano o in una villetta che guada le colline e i filari di viti. La solitudine dei giovani, soprattutto. In una piccola città vogliono scappare, credono di trovare altrove slancio, attrattive, lavoro. Anche i giovani di Milano, della capitale, solo che i loro obiettivi sono spostati oltreconfine. 

Non so se il professore di Saluzzo sia un criminale. Certo è un uomo colpevole, ed un uomo malato. Colpevole perché non si sfrutta la fiducia di ragazzine, non ci si appropria della loro giovinezza e del loro corpo per una simulata complicità intellettuale. Le indagini, se svolte senza le pressioni mediatiche che triturano vite e legami, faranno capire se c'è stata violenza, anche solo psicologica, se ci sono stati ricatti. C'è anche la possibilità, benché non convenga dirlo di questi tempi, che troppe sventate ragazzine, emule di trasgressioni bevute quotidianamente dalla tv e dalla rete, abbiano voluto osare. Basta una conoscenza minima di troppe sedici, diciassettenni per cogliere la provocante malizia, gli ammiccamenti, la volontà scientificamente perseguita di offrirsi. C'è chi lo fa per passare un esame, chi per soldi, chi solo per poterlo raccontare su fb, chi cerca un brivido adulto, chi si illude di esercitare un diritto di libertà. 

Il tuo prof ha molte carte in più. È adulto, è elettrizzante il proibito che come un'aura lo rende desiderabile, ti stordisce l'idea che guardi proprio te, un uomo così intelligente e apprezzato. Non si può invocare ad ogni occasione la totale libertà di scelte, soprattutto sessuali, e poi scandalizzarsi se delle ragazzine decidono di esercitarla. Meglio concedersi a un uomo per  un innamoramento, assurdo finché si vuole, che farlo per una raccomandazione, un posto in prima fila. Questo non toglie nulla, assolutamente nulla, alla colpa, alla necessaria pena, al tormento morale, se ha una coscienza, del professore di Saluzzo, e tralascio il suicidio di tanti anni fa, in quanto non è ancora provato il suo coinvolgimento, che renderebbe ancora più grave il caso. Ma apre uno squarcio nel buio che avvolge i nostri ragazzi, che non riusciamo a capire: chi sono, cosa desiderano, chi o cosa li muove, quanto sono vulnerabili e soli. 



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COMMENTI
30/08/2013 - Ci non si è mai innamorata di un mostro buono? (claudia mazzola)

Conosco tanti figli di amici e non, lasciatemelo dire, che sono ragazzi come sempre, come lo sono stata io: dolcissimi e terribili nella loro giovinezza, quando ti senti al settimo cielo e desideroso del tutto possibile.