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SCUOLA/ Il prof di Saluzzo? Il vero "satanismo" è il deserto dei nostri figli

Fa ancora discutere il caso del prof di Saluzzo, accusato di aver avuto rapporti con le sue allieve. Il suo nome compare anche nella corrispondenza di una giovane suicida. MONICA MONDO

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Io non so se il professore di Saluzzo che aveva storie malsane con le sue allieve frequentasse sette sataniche. Tenderei ad escluderlo, perché a voler cercare, rimestare nel torbido si rischiano di intorbidire acque che in quelle terre del cuneese servono ancora ad dar vita a frutteti e non sono tutte malate. 

Non so se il professore abbia avuto responsabilità nel suicidio di una ragazza, nove anni fa. Certo è strano che conservasse tutte le sue lettere, ed è ancor più strano che intrattenesse una corrispondenza così intima con un'allieva: capita, che un ragazzo cerchi conferme e dialoghi con un adulto che stima, che lo intriga per la sua intelligenza e affabilità oratoria. Capita ad ogni sezione di liceo, quando si è fortunati, di trovare quel prof che "tira" la classe, che solleva domande, che suscita dibattiti e riesce a provocare afflati di sincerità, che scoprono tutte le corde della fragilità adolescenziale; quando la vita sfida, urge risposte che tu non hai, che nessuno pare in grado di darti. Quando senti confusamente che accontentarsi non ti basta, che manco la media alta a scuola o sfangarla alla maturità è un obiettivo, e vorresti tutto, ma proprio tutto, il significato del vivere. 

Capita soprattutto con i prof di lettere e filosofia, che hanno testi, e voci da proporre, per tenere deste le inquietudini, per abbozzare risposte. Bellissimo, e terribile il potere di un maestro, affascinante e rischiosa la sua responsabilità: con i suoi sguardi, con le sue parole, con l'offerta del suo sapere può prendere per mano, attrarre alla bellezza, alla speranza, alla ricerca della verità. O può condurre a sé, con i i dogmi dell'ideologia o peggio, una morbosa  attrazione.

Non è la prima vota che relazioni fatali sono nate tra i banchi i scuola tra allieve e docenti, etero e omosessuali. Non capita solo in una provincia che troppo superficialmente si descrive ora come chiusa, sospettosa, indispettita dalla pubblicità negativa, tesa a coprire chissà quali obbrobri sotto il velo del tran tran banale, di una strisciante e colpevole ipocrisia. L'Italia è provincia, ma Saluzzo non è diversa da Parma o da Roma. Smettiamola di credere che ci siano posti più o meno tranquilli. La cronaca nera ci ha abituati tragicamente a efferati delitti negli ambienti più assonnati e serafici.  Le dinamiche non sono diverse dai fattacci che si svelano in una grande città. Semmai stupisce  anzitutto chi ci abita, che  la pazzia, la meschinità, i drammi esistenziali non siano mai venuti alla luce, in una piccola comunità, non siano mai stati compresi e aiutati. 


COMMENTI
30/08/2013 - Ci non si è mai innamorata di un mostro buono? (claudia mazzola)

Conosco tanti figli di amici e non, lasciatemelo dire, che sono ragazzi come sempre, come lo sono stata io: dolcissimi e terribili nella loro giovinezza, quando ti senti al settimo cielo e desideroso del tutto possibile.