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SCUOLA/ Tfa ordinario, tre motivi per "convincere" il Miur a riaprirlo (coi tirocini)

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Il ministro  Carrozza (Infophoto)  Il ministro Carrozza (Infophoto)

3) Da ultimo, un’osservazione che reputo significativa. Anche se la compilazione dell’elenco regionale delle scuole disposte a ospitare tirocinanti (secondo il DM n. 93/2012, relativo all’accreditamento delle scuole) è stato posticipato al prossimo anno, molte istituzioni scolastiche hanno reso nota - in modo informale - la loro disponibilità. A differenza degli anni della vecchia Ssis, i corsisti hanno potuto essere ospitati, nella gran parte dei casi, da scuole e docenti che avevano scelto di accoglierli. L’esperienza è stata positiva: i docenti tutor delle scuole non solo hanno superato la tradizionale paura (avere un giovane in classe può essere percepito con un certo timore anche dall’insegnante senior!), ma in molti casi hanno espresso ai tirocinanti stessi o ai tutor accoglienti una piena soddisfazione per il fatto che la presenza dei giovani docenti li ha un po’ scossi dalla loro routine, costringendoli a una riflessione critica - e, perché no, valorizzatrice - sulle prassi didattiche in atto e ha permesso loro di venire a conoscenza, anche se in via indiretta, di nuovi saperi (metodologici, pedagogici, didattici ecc.).

Il tirocinio, perciò si è rivelato un ottimo “corso di formazione” a costo zero per il Miur, dal momento che, in molti casi, sono state le Università a coprire i costi per gli accoglienti. In ogni caso, si è costituito - in modo imprevisto - un canale privilegiato tra Accademia e Scuola, che si è trasformato in un fecondo corso di aggiornamento! Perché non considerare anche questa opportunità, riaprendo il secondo ciclo del Tfa ordinario? Sarebbe comunque opportuno un riconoscimento più consistente del ruolo dei docenti accoglienti, che sono stati il vero motore del tirocinio.

Insomma, se è vero che molti sono stati gli incidenti nel percorso e ancora molto è da perfezionare per renderlo più lineare ed efficace per i corsisti sciogliendo i molti nodi, non vorremmo, però, che si buttasse il “bambino con l’acqua sporca”. Per questo ci auguriamo che, come il provvedimento sui Pas è stato emanato anche se in modo un po’ tardivo, ci sia ancora il tempo per un provvedimento “tardivo” ma effettivo sul Tfa ordinario. Sappiamo bene che il Miur deve superare un mare di vincoli burocratici e finanziari... però noi continuiamo a sperarci.

La formazione iniziale è un momento troppo significativo per la selezione e la promozione dei docenti e la scuola è un’istituzione troppo importante per la crescita economica, culturale e sociale di un Paese: in un’epoca di crisi come l’attuale ci sembra che il rischio di un investimento in educazione sia quasi inevitabile.



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COMMENTI
06/08/2013 - Il nodo gordiano (enrico maranzana)

Alessandro Magno è riuscito nell'impresa perché ha correttamente ridefinito il problema, perché ha assunto un punto di vista funzionale alla questione posta. Affermare che “il tirocinio si è rivelato un ottimo “corso di formazione” .. un canale privilegiato tra Accademia e Scuola .. i docenti accoglienti che sono stati il vero motore del tirocinio” è chiaro sintomo della mancata percezione sia della sostanza del problema educativo, sia del male profondo del nostro sistema scolastico. In rete “On. Ministro Carrozza, onori il mandato ricevuto” indica la via maestra per il riallineamento della scuola alla società contemporanea.