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SCUOLA/ Tre errori sui dirigenti che "azzoppano" il decreto Carrozza

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Del resto esistono nel nostro paese autorevoli esempi di Istituti specifici per la formazione di dirigenti di altri settori, quello diplomatico per la corrispondente carriera ne è un esempio e la Scuola superiore del ministero degli Interni per la carriera prefettizia ne è un altro. Nel caso dei dirigenti del sistema di istruzione e formazione si potrebbe forse realisticamente pensare, anziché all'istituzione di una specifica Scuola, all'introduzione nella Scuola nazionale d'Amministrazione di un'apposita autonoma sezione affidata a dirigenti di collaudata esperienza nel settore, che si facesse carico della complessità del ruolo e di tutte le competenze necessarie per ricoprirlo. 

Accanto alle norme a regime ci sono anche interventi emergenziali che occorre valutare, il principale dei quali introduce l'esonero dall'insegnamento per i primi collaboratori dei dirigenti nelle scuole date in reggenza limitatamente alle regioni in cui le operazioni concorsuali non sono ancora concluse e al periodo che si chiuderà con l'assunzione dei neovincitori in corso d'anno. La ratio è chiara e del tutto condivisibile: nelle scuole in cui il dirigente è "a mezzo servizio" è necessario offrirgli una figura di collaborazione a tempo pieno, in modo che possa dividersi fra due istituti. Ma perché questo possa valere solo nelle scuole date in reggenza all'interno delle regioni in cui i concorsi non sono stati conclusi e non in tutte le altre delle restanti regioni italiane, come pure in quelle di provenienza del dirigente titolare, in cui la situazione è sempre quella della presenza di un dirigente a tempo parziale, razionalmente non è dato sapere. A tutta prima potrebbe apparire una palese ingiustizia ed un caso di evidente disparità di trattamento. Ma è più verosimile pensare che il nostro decisore politico, sempre per ragioni di bilancio, privilegi gli interventi "tappabuco" a quelli strutturali e di sistema.

Vi è infine una previsione del tutto incompatibile con equità, normativa contrattuale e diritto del lavoro, la norma "scippo" ovvero la subordinata con la quale si scarica il pagamento dei supplenti temporanei dei collaboratori in esonero negli istituti dati in reggenza sul Fondo unico nazionale per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici. Come a dire: se non bastano le risorse per il normale funzionamento del sistema, niente paura. Pagano direttamente i presidi come categoria riducendo corrispettivamente il loro fondo contrattuale e il loro trattamento economico con saldo a somma zero per l'erario. È l'uovo di Colombo. D'ora in poi sapremo dove attingere i soldi che mancano per i tanti bisogni insoddisfatti delle nostre scuole: pagano i dirigenti.

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