BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Senza un "bonus" come si fa a premiare il merito?

Pubblicazione:

Test d'accesso all'università (Infophoto)  Test d'accesso all'università (Infophoto)

Almeno due ordini di considerazioni scaturiscono dal dato di fatto. Sul piano tecnico, la proposta ha una sua validità ed è attuabile, come appunto accade in altri paesi; come è evidente, presuppone una base affidabile di valutazioni scolastiche. Sul piano delle strategie politiche e del processo decisionale è un caso particolare ma purtroppo non dissimile da scenari già osservati: sei anni e oltre di rinvii, dilazioni, logoramenti, contrapposizioni di interessi parziali, con una decisione emanata a ridosso dell'esame di Stato e certo non priva di ombre.

Molti si sono indignati per le conseguenze, peraltro affrettatamente descritte, dopo la pubblicazione dei percentili. La vera indignazione dovrebbe però riguardare un aspetto più fondamentale e per questo assai più grave: il nostro Paese non riesce ad avere valutazioni credibili al termine del percorso scolastico, nonostante annualmente si spendano oltre 150 milioni di euro per l'esame di Stato. A questi si aggiungono i costi delle procedure di selezione per l'accesso all'università, che potrebbero invece essere meno necessarie e onerose o almeno finalizzate a orientare gli studenti nella scelta degli studi piuttosto che alla mera riduzione del numero di candidati in eccedenza rispetto ai posti disponibili. 

Il messaggio che esce da questa vicenda è di ulteriore svalutazione della scuola e dei suoi risultati. Varare un piano per rendere i voti e le valutazioni meno aleatorie è certamente complesso ma non impossibile; altri paesi ci riescono, nel nostro non si è levata voce per proporre un'azione in questo senso. È più semplice indignarsi per salvare i liceali danneggiati dal bonus e combattere il presunto privilegio concesso agli studenti dei professionali che impegnarsi nella difficile e meno mediatica fatica quotidiana di cercare e rendere possibili vie adeguate per raggiungere l'obiettivo.

In tutto questa storia non ci sono guadagni, se non di parte e di breve respiro, ma solo perdite. È una sconfitta per tutti e i primi a pagarne le conseguenze sono gli studenti, parte passiva di giochi diversi nei quali è sempre più arduo scorgere la responsabilità educativa che la scuola dovrebbe loro testimoniare.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
18/09/2013 - Coraggio e presa in giro: facciamo una distinzione (Elena Checcoli)

Intervengo principalmente in risposta al commento del signor Sergio Palazzi, con il quale condivido alcuni aspetti, ma non certamente altri. In primo luogo parlare di "coraggio" in merito al Ministro Carrozza mi pare proprio un voler elogiare "a gratis" senza poi rendersi conto di come stiano effettivamente le cose. E' stato forse coraggioso spostare alcuni test di ingresso a Luglio, cosicchè gli studenti davvero interessati a quelle facoltà si organizzassero per prepararsi, per poi neanche un mese prima rimetterli a Settembre? E' stato forse coraggioso cambiare un discreto numero di volte l'attribuzione dei punti bonus? E' stato forse coraggioso non saper prendere uno straccio di decisione convinta a riguardo, ma cambiare idea fin troppo spesso? Ma soprattutto, è forse stato coraggioso togliere l'attribuzione di punti bonus MENTRE si svolgeva la prova? Io, come molti altri, la vedo solo come una grande PRESA IN GIRO. Non è coraggio, è illegalità e voglia di prendersi gioco della gente (degli studenti in primis, visto che saranno loro a rimetterci) nascondendosi dietro ad un finto buonismo e buonsenso. E' la prova schiacciante di un Ministro (e forse di un Governo?) debole, che non sa prendere decisioni ferme, che non è capace di pensare ad altro se non al proprio portafoglio e a ciò che gli fa comodo. Se distruggerete i sogni di tanti ragazzi, poi non lamentatevi se fuggono all'estero.

 
17/09/2013 - Non una sconfitta ma coraggioso buon senso (Sergio Palazzi)

Come, una sconfitta della scuola? Accorgersi della scempiaggine, intervenire addirittura con le bocce già in moto per evitare i guai che ne sarebbero derivati, è invece un notevole atto di coraggio da parte del ministro Carrozza. Tanto più apprezzabile quanto più raro in una macchina che, di riforma in riforma, non ha mai saputo riformare nemmeno gli errori più vistosamente marchiani sia a priori sia a posteriori - solo precedente di rilievo, il sia pur rabberciato ripristino dei benemeriti esami a settembre. Il problema, come ripete una minoranza di noi e come aveva espresso qui molto bene Gianni Zen tempo fa, è che andrebbe scardinata una volta per tutte la logica dell'esame di stato (che ha addirittura valenza costituzionale!) e del conseguente "valore leTale" del titolo di studio. Fino a quel giorno, è ovvio che chi va a scuola per carpire, con qualunque mezzo, il pezzo di carta, vince rispetto a chi ci va per imparare e crescere. Ovvia quindi anche l'incomparabilità del rapporto fra valore e valutazione, tra chi esce da scuole serie in territori sani e chi invece esce da scuole farlocche e/o in ambienti "condizionati", senza pensare alle disparità vistose che spesso si notano tra commissioni nello stesso istituto. Da criticare, ancora una volta, la pretesa apicalità del sistema liceale: può essere molto più impegnativo superare una maturità tecnica di una liceale, così come può “meritare” di più chi si è impegnato al massimo proprio in un professionale disagiato.