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SCUOLA/ Librandi (Asli): valutare l'italiano coi test? Si può fare

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Sì. Ripeto, questa è l'interpretazione che diamo di competenza come linguisti e storici della lingua. Non so se sia l'unica possibile.

Nella tavola rotonda di oggi vi confrontate anche con posizioni contrarie alle prove standardizzate. Semplificando, l'obiezione di fondo è quella che non si dovrebbero misurare entità immateriali come i significati, e le relative comprensioni − soggettive − di tali significati. Cosa risponde?
Occorre un sano equilibrio. Abbiamo volutamente intitolato la giornata "Valutare i saperi", evitando un titolo incentrato sulle prove Invalsi. Non vogliamo un processo alle prove Invalsi, ma nemmeno una loro esaltazione senza riserve. Nel frattempo, riteniamo che sia necessario valutare il grado di conoscenza della lingua italiana, e crediamo che questo grado di conoscenza, per moltissimi aspetti, sia verificabile attraverso prove strutturate.

"Moltissimi aspetti", dunque; non tutti.
No, non tutti. Naturalmente queste prove non riescono a dare il quadro complessivo di una competenza profonda. Riescono a verificare alcune conoscenze, mentre altre sfuggono e vanno appurate con altri tipi di verifica.

Prendiamo un caso concreto: la capacità di capire un testo.
Essa riguarda non solo la capacità di condurre ragionamenti logici sul testo, ma anche il possesso di un lessico adeguato. Secondo noi queste capacità si possono verificare con prove anche standardizzate di comprensione dei testi. Ci potrebbero essre alcuni ritocchi da fare, ma devo dire che alcune prove Invalsi di comprensione dei testi sono apparse molto congruenti e adeguate. In altri casi, probabilmente, la semplice verifica delle conoscenze lessicali o delle regole morfologiche o sintattiche non consente di avere un quadro generale della competenza linguistica.

Ad esempio?
La capacità di uno studente di produrre un testo argomentativo di livello non elementare, oppure un testo rivolto ad un determinato pubblico. Questo non si può verificare attraverso quel tipo di prove. Per questo dicevo che sarebbe necessario trovare una sintesi, un momento di equilibrio tra le due esigenze. Auspichiamo la giornata di oggi aiuti ad andare in questa direzione.

Asli è impegnata nell'organizzazione delle olimpiadi di italiano, dunque un momento agonistico più che valutativo. Sull base di quello che emerge dalla manifestazione,  che opinione avete della conoscenza dell'italiano nel mondo scolastico?
La situazione non è rosea. È evidente che non parliamo dei 60 finalisti che arrivano a Firenze e che per questo motivo sono i migliori, ma delle scremature fatte all'interno dei singoli istituti. A questo livello il quadro non è dei più felici. Non per questo voglio mettere sul banco degli imputati gli insegnanti, che hanno tutta la nostra stima e molti dei quali mostrano grandissima preparazione.

Allora da che cosa dipendono le difficoltà?



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