BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ La lettera: troppi stranieri, ecco perché ho ritirato mio figlio

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Infine un livello sociale non sanzionabile al quale i genitori stranieri possono permettersi di non insegnare l'italiano ai propri figli prima di iscriverli nella nostra scuola di Stato, e volte anche di non volerlo insegnare. Se ci trasferissimo in Francia, in Germania o negli Stati Uniti dovremmo insegnare il francese, il tedesco o l'inglese ai nostri figli, prima di iscriverli a scuola, mentre in Italia non è così.

Chi paga questo carico di irresponsabilità? I nostri figli.

A quale prezzo? A prezzo della loro vita.

È giusto? No. Per questo ho ritirato mio figlio dalla scuola. Il millantato razzismo di alcuni titoli di questi giorni è solo la copertura di un apparente buonismo, che con la giustificazione dell'integrazione di fatto mette una seria ipoteca sulla vita dei nostri figli. Non c'è spazio per una sfida: la battaglia è già stata persa.

Lettera firmata



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
20/09/2013 - prima di tutto la verità (loredana colombo)

Insegno nella scuola superiore, mi occupo di studenti stranieri da 20 anni. Nel mio istituto sono 370. Non ho mai incontrato un genitore che non volesse "insegnare italiano al proprio figlio";ma moltissimi che non erano in grado di farlo. Tra parentesi negli stati europei citati non è affatto vero quello che è stato scritto: la lingua si insegna a scuola, non prima o altrove. Il problema è un altro: mancano le risorse perchè la scuola (chi altri?) la insegni ai compagni dei nostri figli. I ministri Carrozza e Kyenge dovrebbero preoccuparsi di reperire i fondi per la formazione degli insegnanti, per inserire nelle classi docenti facilitatori linguistici, per i corsi di italiano, non di inutili proclami antirazzismo. Che poi si generi in una madre uno sguardo aperto, leale, capace di vedere la positività della presenza di ognuno, questa è un'altra storia: "non c'è più nè Giudeo nè Greco..."

 
20/09/2013 - commento (francesco taddei)

le "classi ponte" sono state bollate come ghetti. forse è il caso di ripensarle. invece di andare dietro a chi vuole distruggere le parole "padre" e "madre".