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UNIVERSITA'/ Oggioni (Clds): nuovi test e bonus, il ministro consulti gli studenti

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Senza accontentarsi di una ulteriore soluzione parziale e consapevoli della rilevanza del bonus in un test che vede confrontarsi circa 80mila studenti, il Clds (Coordinamento liste per il diritto allo studio, ndr) si è orientato, in sintonia con le altre componenti studentesche rappresentate in commissione, verso una scelta drastica ma risolutiva: l'abolizione del bonus a partire dagli anni successivi, con la proposta di realizzare una commissione ad hoc per ripensare complessivamente il test d'ingresso, in modo che esso riesca a valutare lo studente nella maniera più completa e adeguata possibile.

Il Dl del 9 settembre tuttavia ha abrogato d'urgenza il bonus maturità comprendendo anche i test d'ingresso di quest'anno. Cosa pensate di questa decisione del Miur?
Cambiare le regole del gioco nei giorni in cui si sono svolte le prove è stata una mossa rischiosa, che dimostra l'ennesima debolezza delle istituzioni nell'affronto di un tema così delicato. Tanti ragazzi si sono chiesti dove va a finire la meritocrazia, se non ad affondare in una marea di ricorsi che rischiano di bloccare ulteriormente il sistema.

Eppure, numero chiuso vuol dire premiare il merito.
Certo, non è questo il punto. Il fatto è che troppe volte in questi anni il capitolo "numero chiuso", ma in generale tutto il sistema universitario, è stato affrontato in maniera emergenziale, con provvedimenti d'urgenza e cambiamenti repentini di indirizzo da parte del ministero: negli ultimi sei mesi le regole del test d'ingresso sono state cambiate tre volte e il test attuale, inizialmente previsto per luglio 2013, è stato spostato a settembre con pochissimi giorni di preavviso. Un'instabilità del genere non facilita certo la preparazione dello studente, anzi rischia di costituirsi un ostacolo ulteriore al suo accesso al mondo universitario. Mai come ora gli studenti hanno soprattutto bisogno di certezze e di stabilità.

Hai citato i ricorsi. Anche il reclutamento dei docenti e dei dirigenti è sotto la minaccia permanente del ricorso all'autorità amministrativa.
L'arma del ricorso è un diritto che chi ha subito torti evidenti e iniquità nello svolgimento dei test può liberamente esercitare. È diverso quando la gara al ricorso venga fomentata da diverse associazioni studentesche utilizzando armi giudiziarie per portare avanti rivendicazioni politiche. Il gioco al massacro dei ricorsi ora non serve a nulla.

Cosa si può fare ora?



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