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SCUOLA/ Il papà oggi, questo grande assente

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Quando questa figura viene a mancare – come in molte famiglie attuali – oppure quando essa è in forte e pericolosa minoranza – come nelle odierne scuole italiane, dove l’assenza dell’elemento maschile si riconosce anche dalla difficoltà di una sfida ferma e semplice che punti dritto al cuore dei giovani – si determina un disorientamento profondo nel ragazzo, che non è più introdotto al riconoscimento del legame originario e affettivo ultimo della propria esistenza. Non ha più, cioè, un termine di paragone adeguato con cui vivere il rapporto con il Padre.

Di nuovo: la Chiesa – antichissima e modernissima come sempre – queste dinamiche le conosce da tempo e non a caso ci invita a chiamare il suo capo papa, oppure Santo Padre. Dal punto di vista storico-etimologico il termine “papa” è infatti una parola di origine greca dal cui vocabolario è definita “parola onomatopeica che significa padre”, papà in senso familiare e affettuoso. Era il termine usato nei primi secoli del cristianesimo per rivolgersi ai membri del clero e soprattutto ai vescovi per avvicinare l’infinito; la successiva variante orientale è divenuta il termine patriarca (peraltro già in uso nella tradizione ebraica). 

Gli effetti della carenza di figure maschili nelle famiglie e nelle scuole non sono immediati, hanno un raggio d’azione temporale a medio-lungo termine. Ma occorre non chiudere gli occhi dinanzi a questa emergenza, che già da tempo fa vedere i suoi frutti. Non possiamo combattere ideologicamente il Sessantotto perché ha distrutto l’autorità dei padri (i padri miei, come li chiamerebbe Gaber), e poi continuare ad avallare una cultura che fa dell’appiattimento delle differenze tra uomo e donna un perno della presunta moderna uguaglianza, quando altro non è che una maschera del potere per indebolire i legami esistenti e non permettere che ne nascano di nuovi.

Non basta difendere teorie giuste per dare il nostro contributo di uomini e di educatori: occorre avere il coraggio di imparare dall’esperienza e riconoscere che il padre e la madre – proprio a partire dalle differenze che li completano – sono entrambe figure essenziali nell’educazione dei giovani, e nessuna delle due può e deve mancare. Le spalle del papà e il seno della mamma.


(Lorenzo Ettorre) 



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